Sabato 23 settembre 2017 00:35

“Guerra” per San Gennaro. Deputazione contro Curia, scende in campo de Magistris




NAPOLI - Una bufera intorno al culto di San Gennaro che rischia di trasformarsi in una battaglia a colpi di carta bollata. A fronteggiarsi la deputazione di San Gennaro, organismo laico che da secoli gestisce la cappella del santo e tutto il suo contenuto, e la Curia. Il motivo del contendere è un decreto del Viminale che potrebbe provocare la modifica dei criteri di nomina dell'organismo. Ai discendenti delle famiglie nobili si affiancherebbero quattro membri di nomina curiale. In tal modo, secondo i componenti della deputazione, verrebbe meno il carattere secolare di laicità e di autonomia della stessa. Il delegato agli affari legali dell'organismo, in un'intervista a Il Mattino, riferisce di vari tentativi fatti per rinnovare il vecchio statuto, risalente al 1894, assieme ai rappresentanti di Sepe. «Quando però si è arrivati alla stesura definitiva, il Cardinale ha semplicemente preferito ignorare il documento perché non conteneva l'unica parte che davvero lo interessava, cioè la nomina dei "suoi" rappresentanti». Sulla questione si è pronunciato anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. «Nelle prossime ore mi impegnerò per fare i necessari passi giuridici, amministrativi e istituzionali affinché non ci siano strappi ma affinché si continui a lavorare per aprire una nuova fase, ma senza snaturare la storia che ci ha consegnato San Gennaro», ha dichiarato de Magistris, aggiungendo che si tratta di una questione "giuridicamente controversa" di cui ha già parlato con il prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone. Il sindaco si è detto "contrario" rispetto alla strada intrapresa e indicata dal decreto del Viminale. A suo avviso, nella storia si è trovata una straordinaria sintesi tra il momento laico e quello religioso che viene rappresentato da San Gennaro che interpreta tutta la città, la Deputazione e la cappella. © Riproduzione riservata