Napoli, 20enne si suicida perchè depresso e senza lavoro




NAPOLI - Tragedia al rione Don Guanella dove Giorgio, 20enne, si è tolto la vita sopraffatto dalla disperazione, per un lavoro che aveva a lungo cercato ma che non era mai riuscito a trovare. Figlio unico di buona famiglia e padre di un bambino di due anni, ha compiuto l'estremo gesto gettandosi dal balcone dei suoi genitori, dal settimo piano, nel rione Don Guanella. Giorgio non aveva mai avuto problemi con la giustizia, anzi un anno fa era rimasto vittima di una brutale aggressione da parte di una babygang, che all'esterno della metropolitana lo aveva aggredito, rapinato e poi ferito a coltellate. Alla base della sua insana decisione una depressione per non esser riuscito a trovare un posto di lavoro che gli permettesse di condurre una vita dignitosa in maniera del tutto indipendente. Sulla tragedia è intervenuto il presidente dell'ottava municipalità, Angelo Pisani «Sono ore di grande dolore in tutta Napoli Nord per la morte di G. M., il ventenne che stanotte si è tolto la vita lanciandosi dal settimo piano del palazzo in cui abitano i genitori. Padre di un bambino di due anni, il giovane proveniva da una buona ed onesta famiglia, non aveva mai avuto problemi con la giustizia né mai fatto uso di sostanze stupefacenti. Il dramma che lo ha ucciso – continua – è quella mancanza di lavoro che non è una conseguenza del destino, bensì una colpa grave, un macigno pesante sulla coscienza di chi ha il dovere di assicurare un futuro lavorativo alle giovani generazioni e pensa invece solo al proprio tornaconto politico. I nostri quartieri – incalza furioso Pisani – continuano ad essere ricettacolo di squallide passerelle elettorali e ancor di più lo saranno nei prossimi mesi, quando vedremo piccoli e grandi responsabili di questi autentici crimini contro l’umanità scendere dalle vetture spalleggiati da autisti, portaborse e guardie del corpo in incognito, per gettare al popolo l’ennesima dose di promesse elettoralistiche. Stavolta però si sbagliano: qui la gente non dimentica, e saranno proprio tragedie come quella del ventenne di Don Guanella a lasciare il segno, la traccia indelebile dell’abbandono politico-istituzionale che è alla base della disperazione». «Rivolgo perciò – aggiunge l’avvocato Pisani – un appello al premier Matteo Renzi affinché assuma immediatamente concrete e tangibili iniziative per i giovani dei nostri quartieri nel segno di nuova e duratura occupazione. Sono questi gli unici banchi di prova per un governo che dice di voler cambiare pagina. Viene prima la vita dei nostri ragazzi, poi le leggi elettorali. Il Job Act non basta se non si calano da Roma provvidenze economiche destinate allo sviluppo e non si è in grado di vigilare sul loro utilizzo». «Quanto alla classe politica locale – conclude Pisani nel suo messaggio al presidente Renzi – ritengo ormai inutile sollecitarla, servirebbe solo ad evocare i soliti sterili proclami. La nostra gente ha ben chiaro che occorre bypassare simili personaggi se si intende davvero accendere una speranza. E credo che questo aspetto sia ben chiaro anche al presidente Renzi, basta vedere le scelte compiute su Bagnoli». Il presidente Pisani rivolge infine un pensiero di affettuosa vicinanza e solidarietà alla famiglia del giovane «Nel suo nome – assicura – continueremo a batterci per far nascere nuove iniziative nel segno del lavoro. Non finisce qui». © Riproduzione riservata