Venerdi 24 novembre 2017 06:40

Terrorismo in Italia, indagini in Campania sul giro di documenti falsi




NAPOLI - Veniva arrestato sabato scorso a Bellizzi (Sa) Djamal Eddin Ouali, un algerino 40enne, destinatario di un ordine d'arresto europeo emesso in Belgio per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e falso documentale. A distanza di due giorni è il procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli a parlare, coordinatore dell'anti-terrorismo alla Procura di Napoli: «Chi ha bisogno di supporto logistico deve passare da queste parti». Così, se le ipotesi degli inquirenti troveranno riscontro nei fatti, sarebbe confermato il fatto che Ouali avrebbe fornito documenti falsi alla cellula terroristica che seminò morte e terrore al Bataclan nel novembre scorso, e che pochi giorni fa si sarebbe resa protagonista dei fatti di Bruxelles. Una rete internazionale, dunque, avrebbe fornito supporto logistico al terrorista Salah Abdeslam e i suoi. Quella di Ouali è una situazione che si colloca in un contesto decisamente problematico «La contraffazione di documenti rappresenta uno dei principali reati-spia per il contesto genericamente chiamato terrorismo» spiega Zuccarelli, facendo riferimento alle altre decine di individui attenzionati in Campania, che rendono il caso dell'algerino più scivoloso e non isolato. Per non parlare della facilità con cui in territorio campano è possibile procurarsi non solo finte carte d'identità, ma anche «documenti utili per ottenere permessi di soggiorno o per legalizzare la posizione di soggetti presenti illegalmente sul nostro territorio - continua Zuccarelli - ad esempio attraverso il fenomeno dei matrimoni combinati». I primi sospetti dei magistrati napoletani risalgono ai giorni a cavallo dei fatti di Parigi, quando tre cittadini afghani tentarono di imbarcarsi dallo scalo di Capodichino su un volo per Londra, forniti di documenti falsi, sostenendo che da Napoli sarebbe stato più semplice imbarcarsi. L'allarme salì ulteriormente quando un altro uomo, questa volta di origini pachistane, proveniente dalla Grecia, fu sorpreso in possesso di diversi documenti falsi. Poi ad una settimana fa risale il caso di Ehsan Aziz, fuggitivo dalla Svizzera dove era ricercato per aggressione e sequestro di persona, arrestato a Sorrento, dove avrebbe tentato di dare avvio all'attività di reclutamento di possibili foreign fighters. Durante l'interrogatorio con i pm Aziz si sarebbe dimostrato poco collaborativo e particolarmente incline a formule di stampo integralista, talvolta anche confuse. Per quanto riguarda Ouali, nonostante si sia dichiarato in un primo momento estraneo ai fatti, all'udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato difensore, Gerardo Cembalo, aspetterà di leggere gli atti prima di pronunciarsi, mentre il sindaco di Bellizzi, Domenico Volpe, ha spiegato che non c'è mai stato nessun problema con gli immigrati, avanzando piuttosto l'ipotesi di un furto d'identità, poi smentito dagli inquirenti. Resta così un grande punto interrogativo sulla vicenda dell'algerino, per il quale si attende entro il primo aprile la decisione su un eventuale consegna alle autorità belghe, che sono riuscite a risalire al suo nome dopo un blitz in un sobborgo, durante il quale vennero sequestrate un migliaio di immagini digitalizzate, fra le quali spicca anche quella di Ouali. ©Riproduzione riservata