Venerdi 20 ottobre 2017 14:14

Ancora in fiamme rifiuti e copertoni nel campo rom di Afragola. E’ il terzo rogo in un mese




AFRAGOLA (NA) - E' il terzo rogo in un mese. Nel campo rom ad Afragola, a poca distanza dalla cittadella di Casoria, continuano a bruciare  rifiuti e copertoni così come lo testimonia la grossa nube nera e densa che avvolge una porzione di terreno tra i comuni di Afragola e Casalnuovo, in località Mulino Vecchio. Sul posto i vigili del fuco, i carabinieri della compagnia di Casoria e la polizia municipale di Casalnuovo. L'incendio sembra molto simile a quello che si è sviluppato la prima volta, lo scorso luglio, quando un'enorme colonna di fumo nero si era impadronita dell'area ad est di Napoli. «Sono giorni terribili questi per la Terra dei fuochi dove si stanno registrando diversi roghi, alcuni dei quali particolarmente pericolosi per il tipo di materiali andati a fuoco - denuncia il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, segnalando - in queste ore sta bruciando una vasta area ad Afragola, a ridosso di due pozzi neri, che sta provocando anche la fuoriuscita di liquami nauseabondi che provocano una puzza insopportabile unita a quella della combustione». E continuano a uscire fumi anche nelle campagne tra Napoli e Caserta, nell’area tra Caivano e Marcianise, dove ieri notte c’è stato un incendio di vaste dimensioni che ha bruciato rifiuti accumulati nel corso degli anni, a ridosso dei Regi Lagni. «Purtroppo - continua Borrelli - gli incendi di Afragola e dell’area tra Caivano e Marcianise sono solo i due casi più eclatanti, ma molti altri roghi sono stati segnalati tra Napoli e Caserta, a testimonianza che, in questi giorni, i delinquenti che appiccano il fuoco sono più che mai attivi e che le misure fin qui adottate, anche se, stando ai dati dei vigili del fuoco, hanno portato a una riduzione degli incendi, non hanno risolto del tutto il problema. E' necessario - conclude - un maggior impegno da parte di tutti, ma, soprattutto, da parte del Governo che deve dare un segnale concreto e forte della sua presenza sul nostro territorio, andando al di là di operazioni inutili come quella dell’invio dell’esercito»