Sabato 23 settembre 2017 07:42

Bimba di 11 anni disabile e malata di Aids allontanata da scuola




TRENTOLA (CE) - È successo in una scuola del casertano, una bambina di 11 anni, disabile e ammalata di Aids, è stata rifiutata da una scuola pubblica presso la quale era stata effettuata formale richiesta d'iscrizione. La minore, in custodia presso la casa famiglia della comunità di Capodarco, si è vista respinta ufficialmente per mancanza di posti, dopo che era stata accettata in una prima istanza. In realtà, si legge sull'Avvenire, la decisione di non accettare l'iscrizione è stata presa solo dopo che i tutori della casa famiglia hanno comunicato alla scuola della gravissima malattia da cui è affetta la piccola. Una decisione dura, che ha lasciati basiti i due responsabili della piccola, che hanno scritto una lettera all'Avvenire, con destinatario il Ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. «La vicenda è brutta perché vede coinvolta nel ruolo non certo di "Buona" la nostra "Scuola" italiana - si può leggere nella lettera - Il preside della scuola media di riferimento, il 4 settembre 2015 ha espresso il suo diniego formale all’iscrizione della bambina con le seguenti motivazioni: "Le domande di nuove iscrizioni vanno oltre il limite massimo dei posti complessivamente disponibili nella nostra scuola, limite definito sulla base delle risorse di organico e relativamente alla capienza delle aule dell’edificio scolastico, come predisposto dagli enti competenti e pertanto allo stato attuale non possono essere accolte"». Una storia che lascia l'amaro in bocca e che racchiude tantissime contraddizioni, che solleva tante domande, alle quali si può rispondere con le parole dei due tutori della bambina «A un mese e mezzo dall’inizio dell’anno scolastico, ci rivolgiamo a lei, signora Ministro, perché non possiamo accettare una vicenda vissuta come una violenza istituzionale: è chiara la discriminazione perpetrata nei confronti della bambina da parte della scuola statale. La piccola che ogni mattina era pronta con lo zainetto sulle spalle per andare a scuola, e oggi non lo è più, abbiamo dovuto spiegare con parole semplici che la scuola che lei sapeva sarebbe stata anche "sua" ancora non è pronta ad accoglierla, perché ha paura della malattia». ©Riproduzione riservata