Martedi 12 dicembre 2017 13:10

Sanità Napoli, la cura del cancro al Pascale può aspettare




NAPOLI - Cattive notizie dal Pascale: le liste per la cura del cancro attraverso la radioterapia ormai sono lunghissime e i tempi d'attesa per una semplice visita salgono a un mese, quelli per ricevere la terapia a due. Paolo Muto, primario dell'ospedale specializzato in oncologia, ha spiegato che una situazione del genere non si era mai palesata prima e ha immediatamente convocato i pazienti, anticipando la visita, con prenotazioni effettuate al 20 novembre «perché mi è parso brutto... Far aspettare un mese i pazienti, e poi comunicare di non poter accoglierli». Una situazione tragica, non solo a causa dei tempi biblici, ma anche perché molti saranno costretti a rivolgersi a cliniche private che contano tantissimi altri pazienti, versando in difficoltà simili a quelle degli ospedali pubblici. A tutto ciò si aggiunge un numero enorme di pazienti che 'emigrano' verso il privato o, nei casi peggiori, rinunciano alle cure specialistiche. L'impossibilità di gestire tutti i pazienti nasce a causa del tetto di spesa massimo delle strutture sanitarie pubbliche, che costringe gli ospedali - anche quelli muniti di attrezzature più all'avanguardia - a effettuare tagli ed esuberi del personale per non sforare oltre il limite concesso. «Daremo indicazioni al trattamento terapeutico, ma non potremo accogliere altri pazienti - continua Muto - Perché abbiamo attrezzature di ultima generazione che ci consentirebbero di lavorare dodici ore al giorno e usare due macchinari contemporaneamente, ma non abbiamo abbastanza specialisti e tecnici di radioterapia per farlo, a causa del blocco delle assunzioni e dei trasferimenti. Ma in questo la Regione deve venirci incontro: abbiamo presentato un piano che prevede almeno di dare a una ditta esterna la possibilità di venire qui a lavorare, se il servizio pubblico non può fare di più». Ma il blocco del turn-over non è l'unico problema, si aggiungono le lunghe tempistiche che potrebbero risultare fatali ad alcuni pazienti (l'attesa, ad esempio, per un intervento alla prostata può raggiungere anche i quattro mesi).  «I tetti di spesa non consentono di assumere altro personale» aggiunge il commissario straordinario, Loredana Cici «Stiamo razionalizzando le risorse interne con l’obiettivo di riaprire agli inizi di novembre le sale operatorie chiuse. In più, stiamo cercando di potenziare il day hospital per eseguire con questa formula gli interventi meno complessi». ©Riproduzione riservata