Lunedi 23 ottobre 2017 21:02

Comune di Napoli, disposti 125 milioni di pignoramenti. A rischio gli stipendi dei dipendenti comunali

29 dicembre 2016



NAPOLI - Sono 125 i milioni di euro che saranno pignorati a Palazzo San Giacomo nell'ambito dei debiti maturati nel post terremoto degli anni Ottanta. In particolare, sono i debiti che l'allora commissario straordinario per il sisma del 1980 contrasse nei confronti del Consorzio ricostruzione 8, e che sono stati ereditati da una giunta comunale dopo l'altra, fino ai nostri giorni.

Trentasei anni di debiti, che hanno maturato interessi spropositati, e che a partire dalla giornata di ieri gettano nell'ombra le sale del Comune, a piazza Municipio.

«È la palese dimostrazione che i commissariamenti non servono e producono solo danni» queste le parole di Attilio Auricchio, capo di gabinetto al Comune di Napoli, che in queste ore sta tentando di tamponare le ferite provocate dalla tegola abbattutasi su Palazzo San Giacomo. La tesoreria intanto ha cominciato a varare i primi provvedimenti, in mancanza del tanto sperato slittamento a gennaio dell'atto di pignoramento, disponendo lo stop ai pagamenti, compresi quelli dei fornitori.

Intanto, secondo quanto ha riportato La Repubblica, a rischiare di far saltare il banco è anche il probabile taglio agli stipendi dei dipendenti comunali. In particolare, a finire sotto la ghigliottina sarebbero quelli dei dipendenti di Napoli Servizi, il cui amministratore unico, Domenico Allocca, ha già comunicato «a causa dei ritardi dei trasferimenti dei fondi da parte dell’amministrazione comunale il giorno 30 sarà erogato a tutti di dipendenti un acconto delle competenze spettanti per il mese di dicembre nella misura di euro 350».

Il provvedimento riguarderebbe un debito che il Comune ha nei confronti del Cr8 per una cifra di 82 milioni di euro, dei quali solo 2 o 3 milioni ricadrebbe sulla giunta De Magistris, che dall'estate scorsa si è trovata a dover affrontare la crisi.

Una crisi, inoltre, che si lascia alle spalle una storia giudiziaria travagliata che portò «la Corte di Appello, in una prima fase, ad annullare il lodo, accogliendo le tesi dell’amministrazione sull’incompetenza degli arbitri - si leggeva in un comunicato rilasciato questa estate dal Comune - Successivamente la Corte di Cassazione ha annullato, a sua volta, quella sentenza, rinviando a diversa sezione di Corte di Appello, la quale ha respinto, questa volta, l’impugnazione del Comune».

Intanto non è giunto ancora un comunicato da Palazzo San Giacomo, che allo scoppio della notizia durante l'estate sottolineava le responsabilità di governo in merito al debito con il Cr8, sottolineando la «necessità che questo si facesse carico del debito, per la quota di sua competenza, che rappresenta circa il 90 per cento».

 

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