Omicidio Calvizzano, sempre più forte l’ipotesi del delitto di camorra




CALVIZZANO (NA) - Restano ancora diversi punti da chiarire, ma sembrano aver imboccato la via dell'agguato di camorra l'uccisione del trentanovenne freddato nella serata di ieri in via Pietro Nenni a Calvizzano, mentre giocava alle slot machine del bar Rumba. L'uomo era incensurato, descritto da tutti come un onesto lavoratore, idraulico di mestiere, e padre di tre figli. La totale assenza di episodi oscuri e specifici nel suo passato aveva inizialmente fatto propendere i carabinieri della compagnia di Giugliano, che indagano sul delitto, verso la pista del delitto passionale, ma anche in questo caso non sussistono elementi a conferma dell'ipotesi, se non i rapporti con la moglie descritti "turbolenti" nel corso degli ultimi anni. Nelle ultime ore è però saltata fuori una testimonianza che ha indirizzato gli inquirenti verso una direzione ben precisa: il trentanovenne, che era apparso a tutti sereno e rilassato e che quindi non pensava di essere in pericolo, sarebbe stata infatti raggiunto alle spalle e colpito con quattro colpi alla schiena, e finito poi con un colpo di grazia sparato alla testa: il killer ,con il volto coperto da un casco integrale, si è poi allontanato a bordo di una moto guidata da un complice, anch'egli a volto coperto. Le modalità dell'omicidio non lasciano dubbi, sono quelle tipiche di un'esecuzione di camorra. Al vaglio delle indagini gli ultimi mesi di vita della vittima, il sospetto è che negli ultimi tempi l'uomo abbia stretto alcune amicizie ambigue con personaggi della malavita. © Riproduzione riservata