Giovedi 24 agosto 2017 01:21

Naufragio Costa Concordia, le motivazioni dei giudici: «Decisioni nefaste quelle di Schettino»




NAPOLI - Sono arrivate le motivazioni dei giudici di appello di Firenze che hanno condannato il comandante della Concordia a 16 anni e un mese il 31 maggio scorso. I giudici hanno risposto contro l'impugnazione della difesa in merito al ritardo di Francesco Schettino nel dare l'ordine di emergenza e abbandonare la nave durante la tragedia del Giglio del 13 gennaio 2012. «Schettino - si legge - era a conoscenza che con lo sbandamento della nave oltre un certo grado, le scialuppe non potevano più essere calate a mare, pertanto è evidente che solo la tempestività della dichiarazione di emergenza generale e quindi dell’ordine di abbandonare la nave avrebbe consentito a tutti i passeggeri di essere imbarcati sui mezzi di salvataggio». «L’attesa dell’incaglio - proseguono i giudici -il prendere tempo e ogni altra tergiversazione dell’imputato sono state assolutamente nefaste, frutto della mera illusione di poter salvare la Costa Concordia. Il comandante non dava personalmente l’ordine di abbandono della nave e tantomeno tramite altoparlante, come previsto dalla procedura; l’ordine veniva dato in realtà dal comandante in seconda Bosio e non era effettuato per altoparlante ma per radio per cui poteva essere ascoltato solo da chi ne era in possesso».