Casoria, giovanissimi sfruttati e spiati da imprenditori cinesi




CASORIA (NA) - Lavoravano a nero per più di 12 ore al giorno e per un corrispettivo mensile di 400 euro al mese: queste le condizioni proibitive alle quali sottostavano i 16 lavoratori italiani, poco più che ventenni, che prestano servizio in due grandi aziende di proprietà di alcuni imprenditori cinesi. Questa la scoperta della Direzione Interregionale del Lavoro nel Sud, durante un'operazione effettuata nei giorni scorsi col supporto dei carabinieri delle sezioni Gis e Gtl. Una realtà da ritenere sicuramente speculare di una situazione economica e sociale vergognosa, che costringe giovanissimi ad accettare anche i lavori più degradanti. «Siamo clienti» così una dipendente mente ai funzionari del Ministero del Lavoro, probabilmente impaurita dallo spettro del licenziamento. Ma qualcuno non ci sta, arriva l'ammissione da parte di un altro ragazzo che spiega che lavorano lì, senza regolare contratto, da luglio, ma salta fuori anche un nuovo particolare: i dipendenti venivano controllati, grazie a delle telecamere, per l'intero turno lavorativo, ossia dalle 8 alle 21. Detto fatto, l'inchiesta finisce in un fascicolo che potrebbe finire nelle mani del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Intanto l'azienda ha dovuto pagare le dovute sanzioni - per un ammontare di 3000 euro, con l'aggiunta di un recupero contributivo di 7500 euro da versare nelle casse dell'Inps - e, in tempi record, ha anche assunto tutti e sedici i lavoratori con un regolare contratto di lavoro.  La spesa complessiva delle sanzioni ammonterebbe a 84.650 euro, una cifra minima se riferita al valore del buisness delle cineserie. L'indagine, svoltasi nei giorni scorsi, tuttavia non finisce qui.  La Direzione Interregionale del Lavoro nel Sud si è rimessa subito a lavoro per verificare la reale portata del fenomeno che vede giovani italiani alle dipendenze di aziende appartenenti ad imprenditori provenienti dall'estero che, nella Napoli periferica e provinciale, sono in continuo aumento. ©Riproduzione riservata