Giovedi 24 agosto 2017 03:20

Mattarella ai giovani in carcere: «Mai negare la speranza, cambiar vita è possibile»
Il video saluto del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sarà trasmesso al carcere di Poggioreale, a Napoli, in occasione del film documentario di Michele Santoro "Robinu'" sui baby boss

30 novembre 2016



ROMA - «Il carcere non è e non deve mai essere il luogo dove viene negata la speranza. A nessuno, tantomeno ai giovani deve essere tolta la possibilità di riabilitarsi, lasciando i sentieri dell'odio e della violenza che non portano felicità ma producono e moltiplicano soltanto sofferenza e paura». Così il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in un video messaggio che sarà trasmesso oggi, al carcere di Poggioreale, a Napoli, in occasione del film documentario di Michele Santoro "Robinu'" sui baby boss.

«L'istituzione carceraria rappresenta per lo Stato una necessità non derogabile ma, alcune volte, è anche una sconfitta. Diventa una sconfitta quando a varcare le porte del carcere è un giovane proveniente da un contesto sociale difficile, segnato da una forte presenza di criminalità. È una sconfitta perché segnala la mancanza del sistema educativo e della vicinanza dello Stato».

«Ai ragazzi, anche nella cella di un carcere, nella privazione della libertà, nella lontananza degli affetti familiari, le istituzioni devono essere accanto - ha aggiunto il Presidente della Repubblica - Servono anche, è naturale, l'attenzione e la partecipazione della società civile, degli intellettuali, degli artisti, dei mezzi di comunicazione, perché chi esce dal carcere non sia un isolato ma torni a sentirsi a pieno titolo cittadino e membro della nostra comunità nazionale. Cambiar vita è possibile ed è l'unica strada positiva. Io starò attento alla vostra condizione».

«Ai giovani - conclude il Capo dello Stato - non deve essere tolta la possibilità di riabilitarsi lasciando i sentieri dell'odio e della violenza che non portano felicità, ma producono e moltiplicano soltanto sofferenza e paura».

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