Mercoledi 23 agosto 2017 09:58

«Nessuna meningite, mio marito è morto d’infarto»
L'uomo scomparso nella tarda serata di ieri, a Fuorigrotta, è morto a causa di un infarto. Il suo decesso non è stato causato dalla meningite.

30 dicembre 2016



NAPOLI - Una famiglia sconvolta, proprio nei giorni delle feste. La morte ha strappato all'affetto dei propri cari un uomo di 46 anni, nella tarda serata di ieri. Immediatamente si è diffusa la notizia che il decesso sarebbe dipeso dalla degenerazione di una forma di meningite. Già nella nottata di oggi quotidiani e agenzie l'hanno reso pubblica, innestando una spirale di paura nella cittadinanza napoletana. Il decesso seguiva a ruota il caso del giovane di Agerola, morto di meningite all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Lo spettro di un fenomeno epidemico in Campania si è diffuso in poche ore. La realtà della morte dell'uomo, però, è ben diversa. Non è stata causata dal meningococco ma da un problema circolatorio.

«Non è vero che mio marito è morto di meningite, è scomparso a causa di un infarto», dice la moglie. «Ho letto tante cose sbagliate - prosegue -. Ad esempio non è vero che è morto con la febbre alta. Quando è finito la temperatura era diminuita». Non c'è stato, tra l'altro, alcun trasferimento della salma al Policlinico. «Il corpo è rimasto in casa, è ancora qui. Non è mai stato trasferito. Domani, tra l'altro, terremo anche i funerali». La terza inesattezza riguarda il presunto ricovero ospedaliero della donna. «Non è vero - aggiunge -, semplicemente il personale del 118 mi ha soccorso per un attacco di panico seguente la notizia della morte di mio marito».

La conferma delle parole della donna sono arrivate dalla Asl Napoli 1 Centro. «La Asl Napoli 1 Centro - si legge in una nota - dopo aver svolto accertamenti presso il medico curante che ha certificato la morte del paziente per fibrillazione ventricolare in soggetto già cardiopatico nonché presso il 118 che ha certificato il decesso, comunica che l'accadimento del 29/12/2016 alle 21 non può essere collegato a decesso per malattia infettiva da meningococco». Ora la famiglia, colpita da un lutto così improvviso e disgraziato, sia degnata di oblio e rispetto. L'uomo, portiere presso lo stabile di Fuorigrotta dove abitava, era conosciuto nel quartiere come un padre delizioso e un lavoratore infaticabile. Merita di essere ricordato per le virtù che ha mostrato in vita, non per un equivoco sulle cause della morte.

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