Terra dei fuochi, psicosi sugli alimenti certificati




NAPOLI - «Il 75%degli italiani non vuole più comprare prodotti campani». E' questo l'esito del sondaggio condotto Datamedia Ricerche, istituto diretto da Natascia Turato per la trasmissione "A reti unificate". Alla domanda "se in seguito agli allarmi di contaminazione del suolo avessero deciso di consumare meno prodotti campani" il 74,9% degli intervistati hanno risposto di si, mentre solo il 2,3% ha data una risposta negativa. Dal sondaggio è emerso che il 62,1% degli italiani attribuisce la responsabilità per la situazione campana all'illegalità del Mezzogiorno, mentre per il 34,1% è da imputarsi alle aziende del Nord Italia e il 3,8% si astiene dichiarando di non aver alcun idea. Intanto aziende come la Findus o la MD Discount non solo non comprano cibi provenienti dall'entroterra campano, ma chiedono addirittura ai coltivatori di specificare che non si tratta di prodotti campani ed intanto ai contadini della "terra dei fuochi" viene chiesto di fare analisi, a spese loro, per certificare la bontà degli ortaggi e della frutta. Così come ha fatto la Coop dichiarando che i cibi non sono contaminati. Tuttavia la psicosi da "terra dei fuochi" ha messo in ginocchio l'economia agroalimentare campana, una delle migliori in Italia e che continua ad esserlo perchè tutte le analisi a cui gli ortaggi, le frutta e la tipica mozzarella di bufala campana sono stati sottoposti, hanno dato esito negativo, stabilendo che i prodotti campani sono buoni così come le mozzarelle che sono sicure al 100% avendolo ribadito in più occasioni Rosario Stornaiuolo, presidente Federconsumatori Campania «E' necessario lottare contro questi attacchi mediatici che non fanno altro che diffondere panico tra i consumatori e gettare nella decadenza la nostra agricoltura e le nostre industrie». © Riproduzione riservata