Venerdi 18 agosto 2017 20:23

Racket a Torre del Greco, l’uomo del clan: «Ti sto facendo un piacere, non un’estorsione»




TORRE DEL GRECO - «Ti sto facendo un piacere, non un'estorsione». Con queste parole un uomo di 44 anni, fermato dagli agenti del commissariato Torre del Greco guidati dal primo dirigente Davide Della Cioppa, si è rivolto a un negoziante della città, che più volte si era rifiutato di pagare il pizzo. Il tono amichevole, tipico degli uomini del racket, un cliché consumato per creare familiarità e sudditanza psicologica nella vittima. L'uomo, soprannominato "Bora bora", è ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan Falanga ed è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; ha tentato in più occasioni di farsi consegnare il denaro dal commerciante e le sue visite alla vittima sono state anche accompagnate da minacce e aggressioni fisiche. Il commerciante, infatti, non ne voleva sapere di pagare. Di fronte alla resistenza del negoziante, il 44enne, che si è presentato come emissario di una persona "delle palazzine" (le cosiddette palazzine di San Antonio di Torre del Greco, ritenute roccaforte del clan Falanga, ndr) è diventato anche più aggressivo: «adesso mi sono scocciato, smetto di fare il muratore e faccio il malavitoso, ti faccio saltare il negozio». © Riproduzione riservata