Lunedi 20 novembre 2017 01:11

Conservatorio San Pietro a Majella, ritrovato un raro pianoforte ottocentesco




Nell’avvio dei lavori di ampliamento del Museo San Pietro a Majella, è stato ritrovato dal Direttore del Conservatorio Elsa Evangelista un raro strumento ottocentesco: il “pianoforte a cristallo” di metà Ottocento, che si riteneva perduto. Amato da Mozart, che compose per questo strumento l’Adagio e il Rondò KV 617 in do minore e completò un Adagio in do maggiore KV 356/617°, interrompendo la stesura del Flauto Magico nel 1791, la “glassharmonica” è un raro strumento legato alla creatività del compositore di Salisburgo, che suscitò in seguito l’interesse di Berlioz, Beethoven, Strauss ed altri. «La particolarità di questo strumento è la sua discendenza dall’illustre modello della glassharmonica» - ha dichiarato il direttore del San Pietro a Majella Elsa Evangelista - «Lo strumento è un ‘pianoforte a cristallo’ costruito probabilmente in relazione all’interesse suscitato dall’uso della glassharmonica in opere eseguite al San Carlo in quegli anni, entrando poi a far parte della collezione Del Balzo, confluita infine nelle raccolte del Conservatorio agli inizi del secolo XX.» Il ‘pianoforte a cristallo’ riscoperto al Conservatorio di Napoli è a forma di tavolino con quattro gambe in mogano e ha una tastiera di quattro ottave, con una decorazione al centro della tavoletta. La meccanica si compone di una coppia di xilofoni rovesciati, con 25 lamine di cristallo ciascuno, accordate per mezzo della differenza di lunghezza e di spessore, incollate sui margini di legno della scatole di risonanze degli xilofoni. Le lamine sono percosse dai martelletti di legno mossi dalla tastiera del pianoforte. Dopo il restauro, sarà possibile ascoltare il timbro purissimo di questo prezioso strumento. Per questo il Direttore Evangelista ha già concepito un programma concertistico ispirato dalla musica suonata su questo tipo di strumenti, in primo luogo i capolavori di Mozart. «Il ritrovamento di questo strumento così raro è avvenuto durante i lavori di recupero degli spazi per le nuove Sale espositive del Museo, che inaugureremo entro la fine del 2015. La sala in questione viene da noi chiamata la sala del  “tesoro nascosto”, in quanto contiene strumenti, cimeli e quadri di notevole valore ma dimenticati. Il mio progetto prevede l’allargamento del percorso di visita: l’utilizzo delle nuove sale consentirà di esporre per la prima volta - a fianco ai già noti capolavori di Stradivari e alle tastiere di Paisiello e Cimarosa - tutta la collezione degli strumenti ad arco, a partire dal settecentesco violoncello Matteo Goffriller, la collezione Gagliano e Postiglione, e tutti gli strumenti a fiato dell’Ottocento da rivalutare, oltre a tutti i cimeli appartenuti ai grandi maestri della scuola napoletana.  Nell’occasione dell’apertura delle nuove Sale, sarà realizzato in un apposito locale anche il primo “Museo virtuale del Conservatorio”, dove i visitatori saranno introdotti in un viaggio simulato attraverso la storia dei quattro antichi Conservatori napoletani (S. Maria di Loreto, Pietà dei Turchini, Sant’Onofrio a Capuana e Poveri di Gesù Cristo) giungendo poi alla vita del Conservatorio San Pietro a Majella dal 1826 fino ad oggi.» Tra le imminenti novità nel riavvio delle attività del Conservatorio di Napoli, si segnala la riapertura al pubblico e agli studiosi, dopo la pausa estiva, della Biblioteca storica dal 3 settembre e la partecipazione attiva del San Pietro a Majella, il 20 settembre prossimo, alle “Giornate Europee del Patrimonio 2015” del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, durante la quale è prevista l’apertura straordinaria delle Sale della Biblioteca Storica e dell’Archivio Storico del Conservatorio di Napoli dalle ore  16 alle 22. © Riproduzione riservata