Giovedi 24 agosto 2017 12:28

Pompei: ripartono gli scavi nell’antica città




NAPOLI - Sottoscritto ieri tra la soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia e l'università Federico II di Napoli un accordo per la progettazione di un intervento congiunto finalizzato all'indagine, allo studio e al restauro dell'area nord occidentale esterna alla cinta muraria degli scavi di Pompei, compresa tra la Regio VI e la necropoli di Porta Ercolano. L'area oggetto di intervento soffre da tempo dell'impatto infestante della vegetazione che pregiudica gravemente la conservazione dei monumenti. Équipes multidisciplinari collaboreranno al disboscamento e alla messa in sicurezza dei terreni in pendio, nonché al restauro e alla valorizzazione di domus presenti nell'area, di grande rilievo per la città antica ma finora poco conosciute. Sarà, inoltre, condotta un'indagine archeologica sperimentale sui cosiddetti cumuli borbonici depositati nell'area, nel corso degli sterri settecenteschi e probabilmente ricchi di materiali che all'epoca erano ritenuti di scarto. Nella campagna di scavi saranno coinvolti non solo archeologi, ma anche botanici, architetti, restauratori ed ingegneri. «I primi sei mesi — ha detto il rettore Gaetano Manfredi — saranno dedicati soprattutto alla progettazione, ma i sopralluoghi sono già cominciati. L’accordo ha durata triennale, ma probabilmente ci sarà da lavorare per decenni». «Dopo un approccio conoscitivo sul piano botanico, per capire quali piante si possono sacrificare – ha aggiunto il soprintendente Massimo Osanna — toccherà ad architetti e archeologi. Quanto ai reperti che rinveniremo saranno esposti in un museo allestito in un edificio ottocentesco nell’area, e sarà allestito un percorso conoscitivo, e non solo di impatto emotivo, anche per disabili». © Riproduzione riservata