Giovedi 19 ottobre 2017 16:28

La rinascita di Città della Scienza, dall’incendio all’inaugurazione di Corporea




Uno dei quartieri più discussi di Napoli è sicuramente Bagnoli. Colpita dagli scandali di Bagnoli Futura e ancora all'ombra degli imponenti resti dell'ex Italsider, nel quartiere spicca luminosissima una punta di diamante tra il mare di inquinamento (letterario e metaforico): Città della Scienza. Il progetto nacque nel 1987 quando si sperimentò l'avvio di Futuro Remoto alla Mostra d'Oltremare. All'epoca Città della Scienza era un'idea in fase embrionale, probabilmente non ancora concepita, eppure le carte in regola per sbocciare le aveva già tutte. Nemmeno a dirlo, Futuro Remoto fu un grande successo e gettò le basi per la creazione della Fondazione Idis ad opera di Vittorio Silvestrini e Vincenzo Lipardi. Entrambi desiderosi di riqualificare Bagnoli dal disastro causato dall'Italsider, i due militanti del Pci iniziarono a collaborare per la realizzazione di un polo culturale nella zona ormai non più balneabile di Napoli. Con un accordo sottoscritto fra il Ministero del Bilancio, la Regione Campania, Il Comune di Napoli, la Provincia di Napoli e ovviamente la Fondazione Idis, nacque così nel 1996 Città della Scienza.

Corporea e il Planetario 3D
All'epoca la struttura era molto piccola con una zona museale in fase di elaborazione e ben lontana dai grandi fasti che avrebbe poi raggiunto. Bisognerà, infatti, aspettare cinque anni per l'inaugurazione del Science Center, il museo interattivo più grande d'Europa e altri tre anni per l'apertura Centro Congressi, del Centro di Alta Formazione e del Business Innovation Centre. Il progetto divenne ben presto punto di riferimento per la divulgazione scientifica trasformandosi in vanto per Napoli e raggiungendo gli oltre 40mila visitatori annui. L'ascesa di Città della Scienza sembrava ormai inarrestabile fino al tragico lunedì 4 marzo 2013. Nel giorno di chiusura al pubblico scoppiò nella struttura un terribile incendio, probabilmente di natura dolosa, che distrusse buona parte dei padiglioni dedicati al Science Center. 12.000 mq furono coinvolti dalla furia distruttiva delle fiamme causando la temporanea chiusura di tutta la struttura e un drastico calo delle visite. Tra le sezioni che andarono perdute ci furono La Palestra della Scienza che trattava la fisica classica, il Planetario e L'Officina dei Piccoli. A seguito dell'incendio migliaia di persone si riunirono spontaneamente attivando una raccolti fondi e dando vita ad un flash mob. Nacque quindi un comitato di sostegno per la ricostruzione di Città della Scienza a opera del Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia al quale aderirono, tra gli altri, il Direttore d'Orchestra Claudio Abbado, l'Architetto Renzo Piano e il Premio Nobel per la Fisica David GrossCittà della Scienza tornò così a rivivere a piccoli passi fino al 2015, quando inaugurò la prima mostra dopo l'incendio che intitolò Mare.

Oggi, 4 marzo 2017, è stato inaugurato il padiglione di Corporea. Una data importantissima che ricade proprio 4 anni dopo il tragico giorno che avrebbe potuto segnare la sua fine, Città della Scienza ritorna più forte che mai con un museo dedicato ai segreti del corpo umano e il nuovissimo Planetario dotato di tecnologia 3D e 1.200 posti a sedere. Non solo più punto di riferimento per la cultura dei napoletani, ma un progetto che intende espandersi oltre oceano. Le lingue utilizzate nel nuovo padiglione saranno infatti, oltre l'italiano, l'inglese e il francese, anche il cinese con l'intento di attirare turisti da ogni angolo del mondo e far parlare di Napoli anche nell'estremo oriente. L'inizio dunque di una storia storia per uno dei più grandi vanti della nostra città. Bellissima e forte come le mitologiche fenici, in grado di risorgere dalle proprie ceneri dopo devastanti incendi.

© Riproduzione riservata