Sabato 16 dicembre 2017 02:27

Buren, Leckey e Bagnoli per la stagione autunnale del Museo Madre




 Venerdì 9 ottobre si aprirà la stagione autunnale del Museo Madre, che sarà sviluppata in tre mostre degli artisti Daniel Buren, Mark Leckey e Marco Bagnoli. Dalle ore 19 alle 22 del prossimo venerdì, l'intero museo di arte contemporanea - quest'anno ai dieci anni di attività - sarà aperto al pubblico, dalle 19 alle 22, con l'inaugurazione delle nuove esposizioni. Dopo la prima installazione, creata in situ da Buren per la location specifica del Madre, da venerdì sarà accessibile "Axer / Désaxer" Lavoro in situ, 2015, Madre, Napoli - #2, il secondo dei due interventi appositamente commissionati, nel corso del 2015, all’artista francese. Buren  creerà nell'atrio del museo uno spazio di mobilità percettiva e cognitiva in cui – attraverso l’utilizzo di superfici colorate, di specchi e delle righe di 8,7 cm che caratterizzano gli interventi in situ dell’artista – l’interno e l’esterno, ovvero il museo e la sua comunità si compenetrano l’uno nell’altro, fino a confondersi fra loro. La nuova installazione sarà al Madre fino al 4 luglio 2016, mentre "Comme un jeu d’enfant" fino al 29 febbraio. Lo spazio d'ingresso diventerà così uno spazio di visione, mediazione, attrazione e comunione reciproche, con cui Buren sospinge il museo verso la città e accoglie la città nel museo. La seconda mostra, "Desiderata (in media res)" sarà la prima retrospettiva e la prima mostra personale in un'istituzione pubblica italiana dedicata all'artista britannico Mark Leckey, al Madre dal 10 ottobre al 18 gennaio 2016. La mostra presenterà nuove produzioni accanto a un’ampia selezione di opere storiche, in ciascuno dei mezzi espressivi utilizzati dall’artista: scultura, installazione, performance e video. La ricerca artistica di Leckey opera sul confine tra arte e vita quotidiana, in una continua esplorazione dei valori, delle narrazioni, dei simboli - e anche dei feticci - che ridefiniscono la nostra identità e le nostre memorie. Attraverso quest'indagine, l'artista inglese pone l'attenzione sull'inestricabile intreccio tra cultura alta e cultura popolare, ma soprattutto sulla binomio inscindibile di singolo e collettività, sottolineando la potentissima influenza di sollecitazioni esterne sul mutamento del concetto stesso di individualità. Nel secondo cortile, infine, "La Voce. Nel giallo faremo una scala o due al bianco invisibile", fino al 29 febbraio 2016, dell'artista italiano Marco Bagnoli, realizzata nell'ambito del progetto "L’albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte", a cura di Achille Bonito Oliva e con il patrocinio di EXPO Milano 2015. Realizzata nel 1974-75, poi riproposta nel 2009, l'opera di Bagnoli cambierà nuovamente conformazione, sviluppandosi dall’interno della sala collocata nel secondo cortile del museo, fino a travalicarne il tetto ed espandersi nell’ambiente esterno. Una scala che riprodurrà, in un riverbero sonoro che si espande attraverso i pioli, un «menù di un pasto napoletano, scandito secondo un ordine matematico e combinatorio di pietanze che, alla fine, prolifera senza sosta: ogni parola è un lampo», come spiega lo stesso artista.

La serata inaugurale proseguirà, dalle ore 22 alle 02.00, nel cortile interno del museo e in Sala delle Colonne, con le performance audiovisive del Museum Party post-opening a cura di Fabio Marengo, Luigi Prota e Giuseppe Santillo. L'ingresso è gratuito.

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