Venerdi 17 novembre 2017 18:33

“Maledizione di Pompei” o scarico di coscienza, agli scavi ritornano tanti reperti trafugati




POMPEI (NA) - "Quello che mi porto via da Pompei", sembra il titolo di un film, ma in realtà è solo l'idea, per il momento, di una mostra a cui sta pensando il soprintendente Massimo Osanna visti i tanti plichi, accompagnati da lettere, provenienti da ogni parte del mondo, al cui interno ci sono reperti trafugati in passato agli scavi di Pompei. L'ultimo pacco destinato al soprintende risale a pochi giorni fa da parte di una signora inglese che ha restituito un pezzo di mosaico bianco rubato dai propri genitori durante una visita al sito archeologico di Pompei negli anni '70. Insieme al plico una lettera con le motivazioni della restituzione del reperto «Alla morte dei miei genitori, anche questo pezzo di mosaico mi è arrivato in eredità. Non ce l’ho fatta a tenerlo. Adesso la mia coscienza è pulita, ma non giudicate male i miei genitori, erano altri tempi». Uno scarico di coscienza, dunque, che ha mosso la donna inglese a restituire il pezzo di mosaico bianco al quale gli archeologi già sono al lavoro tentando di capire da quale domus sia stato rubato. Ma non va sempre così, talvolta i reperti ritornano a casa perchè secondo il trafugatore di turno quel coccio o statuetta abbia portato sfortuna alla propria famiglia paventando così l'idea di una "maledizione di Pompei" come testimonia una lettera di uno spagnolo in cui ha scritto che il reperto sottratto, un pezzo di intonaco decorato staccato da una casa pompeiana, ha solo portato sciagure alla propria famiglia legando quel pezzo di storia a lutti e drammi familiari. Quindi come rito per scongiurare la malasorte o per scarico di coscienza tantissimi sono i plichi con i reperti trafugati che stanno pervenendo alla soprintendenza tanto che hanno indotto Osanna a pensare di unire tutti i pezzi rubati in una mostra che quanto prima, molto probabilmente, verrà inaugurata.

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