Domenica 19 novembre 2017 04:07

Gabriele Finaldi, un napoletano alla guida della National Gallery di Londra




Gabriele Finaldi è il nuovo direttore della National Gallery londinese. La sua è una bella storia, che parte da Napoli e poi si sviluppa tra Londra e la Spagna. Da padre napoletano e madre polacca, Finaldi nasce a Londra nel 1965; gli studi divisi tra Napoli - ha frequentato la terza media a Donnaregina presso la scuola dei padri scolopi - e Londra, laureandosi in Storia dell’Arte presso il Courtauld Institute of Art nel 1989, con una tesi su Jusepe de Ribera, meglio conosciuto come Spagnoletto, proprio nel periodo della grande esposizione sull'artista nel triangolo Madrid - New York - Napoli. Poi, l'incarico di responsabile delle collezioni, dei progetti di ricerca, delle esposizioni e del restauro al Museo del Prado di Madrid. Ma il rapporto con le sue radici non si è mai interrotto, come ha raccontato in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno: «Sono cresciuto con la musica, la cucina, le abitudini italiane, in una larga famiglia. Ogni ritorno in Italia d’estate, era un’occasione per vedere da vicino Botticelli, Michelangelo, Caravaggio». Molto amato dalla stampa iberica e britannica, è stato consacrato da El País come «El reinventor del Prado», colui che ha reinventato il Prado, oggi per The Economist è «Man of the moment», l’uomo del momento, e The Telegraph lo definisce «The perfect man», l’uomo perfetto. Il Times, invece, ne parla come «A family man», ponendo l’accento sul fatto che, prima che padre di sei figli, Gabriele Finaldi è il primo di otto fratelli. La nuova sfida a Londra inizierà il 17 agosto, giorno in cui prenderà ufficialmente l'incarico di direttore della National Gallery. «Sono profondamente onorato di succedere a Nicholas Penny come direttore della National Gallery, – ha detto Finaldi – Questa è una collezione di livello mondiale in una città di livello mondiale e spero di contribuire a rafforzare il suo legame con il pubblico e la sua reputazione internazionale. Spero anche di organizzare un interessante programma di mostre e di promuovere le attività di ricerca della Galleria». © Riproduzione riservata