“La Famigliastra” di Ferdinando Tricarico al Teatro Mercadante




NAPOLI - Il bistrot letterario ″Libri & Caffè″ del Teatro Mercadante, angolo di ritrovo per gli amanti dell'arte, questo pomeriggio ha ospitato il poeta e performer Ferdinando Tricarico. Nato a Napoli, dove vive e lavora, Tricarico ha coordinato in passato il ″ Tam Tam Poesia In Movimento″, trattasi di laboratorio studentesco del movimento della Pantera, ed ha partecipato con performance a molti festival nazionali. I suoi testi sono comparsi in molte raccolte, collettanee e, di recente, ha curato l'antologia ″Alter ego poeti al MANN″ . Numerosi i suoi libri di poemetti e racconti, quest'oggi Tricarico, avvalendosi del prezioso contributo di Bernardo de Luca, Dario Giugliano e Marco Russo, ha presentato il suo nuovo libro ″La Famigliastra″, un libro che induce ad una riflessione profonda già da come si evince dal titolo per la scelta di utilizzare il suffisso ″astra″. «Tricarico - così come lo definisce Stefano Jossa, nella postfazione - punta a mettere in crisi dall'interno il meccanismo della famiglia, rivelando che al di là dei suoni destituiti di significato, essa è un luogo di traumi, che solo parole insignificanti, frante o combinate, infantili o colte, sempre comunque distorte in dispositivi associativi di automatismi fonetici, possono svelare». La presentazione è stata preceduta dalle note di "Largo all'avanguardia" in tributo a Freak Antoni, indiscusso leader e voce degli Skiantos, scomparso la scorsa settimana. «La scelta del tema della famiglia  sicuramente coraggiosa e ambiziosa - spiegano i relatori - ha portato ad un confronto con l'intera tradizione occidentale che va dal nuovo testamento, al ruolo di fondamento della società civile che assumeva nell' 800 con Hegel fino ad arrivare a Freud che ne faceva campo di tensioni e traumi che segnano per sempre l'individuo». Interessante, quindi, questo volo vertiginoso nei secoli che ha toccato anche "La Metamorfosi" di Kafka″La Famigliastra" di Tricarico indubbiamente porta ad una comparazione col passato e mostra i suoi personaggi bloccati nelle loro condizioni proprio come i dannati danteschi. Nella postfazione infatti Stefano Jossa, parlando dei personaggi, scrive «dodici rapporti familiari in luoghi diversi, dell’io che canta, menestrella e strimpella, si ripetono tre volte, forse dantescamente, a segnare una continuità spaziale e sociale nell'indistinto e infinito presente dell’oggi, dove, di fronte al tutto detto, “non resta che origliare / nel maledetto letto / del non detto”». La struttura del testo, infatti, nasce attraverso un gioco che dispone i personaggi in ordine cronologico per numero e località, oltre all'esplicito riferimento al rapporto triadico in cui i protagonisti, che ritornano per tre volte, fanno chiaro riferimento al sommo poeta Dante. Di conseguenza, i personaggi di Tricarico nella sua Famigliastra sono bloccati nella loro condizione di dannati e si presentano attraverso un dialogo in cui si narra delle loro esperienze familiari. Non hanno nomi propri e ciò mette in luce la volontà, da parte del poeta, di esaltare la funzione che attribuisce ad ognuno di loro. Nel libro, inoltre, è presente anche il riferimento alla tecnologia, in particolare ai social network, che entrano con prepotenza nei rapporti umani e che si limitano alla banalità di un linguaggio superficiale senza approfondire e segnando così per il poeta, l'inizio di una chiassosa generazione del silenzio. «La poetica di Tricarico - concludono i relatori -  ha affinità con Palazzeschi e il suo celeberrimo Controdolore. Difatti  ne " La Famigliastra" è presente un'operazione di smascheramento dei rapporti familiari e l'utilizzo della risata per sdrammatizzare l'esistenza umana». Dunque, Ferdinando Tricarico, consapevole che l'unione familiare è retta da "ciò che non viene detto" , si diverte con giochi di parole che sono in grado di  mettere in luce, attraverso la sua maestria e poesia ludica,  la capacità di svelare silenziose verità. ©Riproduzione riservata