Giovedi 17 agosto 2017 05:33

La prima luce di Neruda, il romanzo di Cappuccio sull’esilio di Pablo Neruda a Capri




Tutto iniziò dal celebre discorso Yo acuso del 1948 dopo il quale il poeta Pablo Neruda fu condannato all'esilio dal Presidente Gabriel González Videla. Un esilio che lo portò in giro per l'Europa arrivando anche a Napoli e Capri.

Era l'11 gennaio quando la polizia irruppe nella pensione in cui il poeta cileno alloggiava per portarlo in questura. Proprio da lì inizia il romanzo di Ruggiero Cappuccio dal titolo La prima luce di Neruda edito da Feltrinelli e la cui distribuzione inizierà il 20 ottobre. La storia di un uomo che è stato esponente di spicco nel mondo della letteratura e della politica. Un racconto sulle sue passioni, le sue paure, il distacco dalla terra natia e da quella che lo adottò. Un popolo che si ribellò fino a far cambiare idea al governo De Gasperi, permettendo a Neruda di rimanere in Italia e trasferirsi a Capri, nella villa di Edwin Cerio. Lì ufficializzò il suo amore clandestino con la cantante lirica Matilde Urrutia.

Una storia d'amore vissuta alla luce del sole per pochi, intensissimi mesi, durante i quali Cappuccio racconta anche il tormento vissuto dal poeta nella difficoltà di far giungere la propria voce e le proprie idee fino in Cile. Amore e morte, pace e tormento, la vita di un simbolo del '900 raccontata in prima persona da lui e la sua amante. "Un volo incrociato di voci che raccontano la storia di uno dei più popolari poeti del mondo, fra la leggenda dell'amore e la crudezza della Storia".

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