Lunedi 20 novembre 2017 10:40

Cesare Andrea Bixio in mostra a Napoli, musica e cinema al Pan




Dopo il successo ottenuto a Ravello e Spoleto, arriva a Napoli la mostra “C.A. Bixio – Musica e Cinema nel ‘900 italiano” , che riporterà il compositore nella città in cui è nato nel 1896. Dal 21 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016 la mostra, promossa dal Comune di Napoli e voluta dal Sindaco Luigi de Magistris (che ha definito C.A. Bixio “il padre napoletano del pop italiano”), e dall’Assessore alla Cultura e Turismo Gaetano Daniele, farà tappa al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli. L’esposizione è realizzata dai figli del grande compositore, Franco e Andrea Bixio e da Giuseppe Pasquali, con il coordinamento di Renato Marengo, e gode del patrocinio e della collaborazione di importanti enti istituzionali e privati come SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), A.F.I. (Associazione dei Fonografici Italiani), Università "Sapienza" di Roma e RAI-Teche e l’Osservatorio Giovani dell’Università Federico II di Napoli. «Napoli è una città fondamentale nella storia umana e artistica di mio padre – dichiara il figlio del compositore, Franco Bixio – perché, proprio lì, dalla stretta amicizia con Totò ed Eduardo De Filippo, ha tratto l’ispirazione popolare che gli è valsa i primi grandi successi. Mio padre ha sempre tenuto Napoli nel suo cuore, anche quando il lavoro, il successo, la vita lo hanno tenuto lontano da essa.  Non l’ha mai dimenticata. E questo grande amore è testimoniato dal fatto che la sua ultima canzone, composta poco prima di morire, era proprio in napoletano. Credo sia doveroso rivolgere un ringraziamento alla città di Napoli che, oggi, ospitando questa mostra, ricambia la devozione di uno dei suoi figli più illustri». «È l’invito a ripercorrere le tappe della carriera di un artista, ma anche di un innovatore della cultura e dello spettacolo», dice Marengo, riferendosi alle brillanti intuizioni di Bixio, considerato il padre della musica italiana per il cinema, avendo composto "La Canzone dell'Amore" nel 1930 per il primo film sonoro in Italia. Un excursus sulla lunga carriera del compositore, costellata da successi musicali ed imprenditoriali. L'artista, infatti, autore di classici senza tempo quali  "Mamma", "Parlami d'amore Mariù" e "Vivere", oltre ad aver composto più di centocinquanta colonne sonore e centinaia di canzoni, fondò nel 1920 a Napoli la prima casa editrice musicale. Si trattava delle "Edizioni C. A. Bixio" che, nel 1923, spostò a Milano, nella Galleria del Corso. Aprì una filiale anche in Francia, la "Bixio France". La sua attività di produttore non si esaurì e negli anni Sessanta  fondò l'innovativa "Cinevox Record", prima casa discografica dedicata alle colonne sonore. Tra gli artisti da lui prodotti, Ennio Morricone, Nicola Piovani e i Goblin. Come recita il sottotitolo, la mostra racconta un bel pezzo di storia del cinema e della musica italiana del ‘900. Le note di Bixio accompagnano il visitatore in un viaggio fatto di immagini storiche, focus su avvenimenti scientifici e contributi artistici da ogni campo, strizzando l’occhio a innovazioni particolari e curiosità del secolo scorso. Il nucleo centrale è sviluppato intorno alle copertine degli spartiti dei primi cinquant’anni del ‘900, veri e propri capolavori di grafica che rappresentano le varie epoche e tendenze artistiche dell'arte visiva. Non mancano le immagini dei film musicati da Bixio e le sequenze delle canzoni interpretate sia da attori famosi come Vittorio De Sica, Totò, Anna Magnani, Elsa Merlini, Macario, sia dalle grandi voci dell’epoca come Beniamino Gigli. La musica e l'arte di Bixio erano di quanto più leggero e piacevole gli italiani avessero bisogno, in un paese che ha affrontato la guerra e le sue conseguenze.

"C.A. Bixio - Musica e Cinema nel '900 italiano"
Napoli - Palazzo delle Arti (Via dei Mille 60)
Dal 21 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016
Orari: Dal lunedì al sabato h. 9,30 – 19,30
Domenica h. 9,30 – 14,30
Chiuso il martedì.
Costo del biglietto: Intero 5,00 Euro;
Ridotto 3,00 Euro.
Per info: www.mostra.bixio.it
pan@comune.napoli.it

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