Giovedi 14 dicembre 2017 07:23

«Troppi turisti rovinano il sito archeologico», è allarme a Pompei




POMPEI - «Troppi turisti a Pompei rovinano gli scavi archeologici. Ad esempio il gradino di ingresso del Tempio di Apollo, in particolare, è stato rovinato dai flussi di turisti che a milioni si riversano nel sito archeologico». A dirlo pubblicamente è Adele Lagi, funzionario dell’ufficio Unesco del Mibac, nel corso di un convegno organizzato dall’associazione "I Love Pompei" nel teatro "Di Costanzo-Mattiello", alla presenza sia del ministro Dario Franceschini che del direttore generale della soprintendenza Massimo Osanna. Sotto accusa della Lagi soprattutto i crocieristi che arrivano in massa e seguono sempre i medesimi percorsi, a causa del poco tempo a disposizione per visitare le città. «I crocieristi hanno un tempo ristretto di visita e quindi si concentrano sempre sullo stesso percorso», spiega il funzionario Unesco sebbene la loro presenza a Pompei non rappresenti un fattore totalmente negativo, ma anzi questi sono spesso invogliati a tornare in città proprio per approfondire la visita negli scavi. Così per correre ai ripari la Lagi ha proposto di dirottare i visitatori, mediante piattaforme social, verso siti archeologici del territorio altrettanto preziosi ma meno affollati e esposti all’usura. «A poca distanza da Pompei - continua - i visitatori devono sapere che c'è un potenziale non utilizzato: Ercolano che conta 300mila presenze l’anno, la villa di Oplontis appena 30mila. Siccome negli scavi manca un punto di accoglienza per orientare i turisti, da aprile partirà questa piattaforma virtuale. Pompei - conclude - da oggetto deve diventare soggetto che offre itinerari alternativi». © Riproduzione riservata