Giovedi 23 novembre 2017 08:22

Il napoletano Manfredi eletto a capo della Crui, la confederazione dei rettori




ROMA - E' Gaetano Manfredi, 51 anni, dal 2014 Rettore dell’Università di Napoli Federico II, nuovo Presidente della Crui. L'Assemblea dei Rettori lo ha eletto alla prima tornata.  Ingegnere, Manfredi insegna Tecnica delle Costruzioni presso la Federico II E’ autore o curatore di 9 libri ed oltre 400 lavori scientifici pubblicati su rivista o presentati a congressi internazionali. Svolge attività di ricerca di tipo teorico e sperimentale prevalentemente nei campo dell’Ingegneria Sismica. E’ membro del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e della Commissione Grandi Rischi - Settore Rischio Sismico. «Il compito che le nostre università devono svolgere nei prossimi anni, dopo i tempi bui della crisi globale, è ancora più complesso rispetto al passato - ha detto Manfredi subito dopo l’elezione - Non solo centri di formazione e ricerca, ma agenti sociali ed economici, motori dello sviluppo e della trasformazione dei territori e della società». L'obiettivo, secondo il neo presidente, può essere perseguito esclusivamente attraverso i due binari complementari della valutazione e del finanziamento. «Solo attraverso una rigorosa politica del merito e della qualità potremo contemporaneamente stimolare le eccellenze ed elevare il livello medio del nostro sistema - ha aggiunto Manfredi -. A differenza di ciò che i luoghi comuni vorrebbero, gli atenei mantengono tassi di competitività che gli indicatori internazionali della ricerca e la qualità dei laureati dimostrano ampiamente  a fronte di un cronico sottofinanziamento che mette ormai in discussione l’esistenza stessa del sistema nazionale delle università in cui crediamo». Il Rettore della Federico II identifica tra le principali criticità il turn-over bloccato che impedisce il ricambio generazionale dei docenti e spinge i giovani di talento a trovare spazio all’estero. «Una politica asfittica del diritto allo studio - prosegue Manfredi - riduce l’accesso alla formazione proprio nel momento in cui sarebbe cruciale investire sul capitale umano. Si parla ormai da mesi della Buona Università che il Governo si prepara a varare. Ma sull’università e sulla ricerca va fatta una scelta politica, e va fatta subito. E’ troppo facile parlare di futuro senza immaginare di investire sui mattoni per costruirlo. In quest’ottica confidiamo sul fatto che non si tratti dell’ennesima riforma a costo zero. O meglio i cui costi vengono interamente scaricati sulle comunità accademiche. Giovani, studenti e ricercatori, in primo luogo». «L’Italia non può più attendere - ha concluso Manfredi - Per vincere queste sfide su uno scenario internazionale sempre più competitivo e affollato è fondamentale affrontarle con risorse adeguate e il sostegno convinto dei decisori. L’università ha già fatto la sua parte ed è pronta a continuare sullo stesso sentiero. Ci aspettiamo di vedere presto segnali di discontinuità con il passato da parte del Governo». © Riproduzione riservata