Scavi di Pompei, un quartiere da 60 mila metri quadrati restituito ai visitatori




E' stata restituita oggi al pubblico degli scavi di Pompei un'area di 60 mila metri quadri, con botteghe, attività commerciali, Domus e una rete viaria resi accessibili grazie agli  interventi di messa in sicurezza della Regio VIII, previsti dal Grande Progetto Pompei (GPP). Si tratta della vasta area meridionale-occidentale della città antica, che a sud del Foro, dalla Basilica degli scavi si estende fino al quartiere dei teatri, affacciandosi su Via dell’Abbondanza. «In  un’area  di  circa  60mila  metri  quadrati  - spiega il direttore della Soprintendenza Pompei,  Massimo Osanna – sono stati eseguiti in modo sistematico interventi ispirati ai principi di riconoscibilità, reversibilità e compatibilità con il contesto archeologico, corredati da schede con documentazione fotografica e, ove necessario, rilievi laser-scanner. I lavori hanno consentito anche di conoscere e documentare dettagli finora ignoti delle aree interessate». I lavori sono stati diretti dall’Arch. Annamaria Mauro della Soprintendenza Pompei, Direttore dei lavori, con il supporto di uno staff multidisciplinare composto da architetti, archeologi, restauratori, ingegneri, geometri. Tantissimi i turisti che già oggi hanno invaso il sito archeologico, addentrandosi tra strade, vicoli, isolati che erano stati interdetti al pubblico dagli anni del terremoto del 1980, come lo stretto vicolo dei Dodici Dei, che conduce al Foro attraverso via delle Scuole o la via della Regina su cui affacciano le case protese sulle mura meridionali dell’antica città. Sono state finalmente restituite ai visitatori la Casa della Calce nella quale, al momento dell'eruzione del 79 dopo Cristo erano in corso dei lavori di ristrutturazione, l’Orto botanico, una vasta domus su due piani con tre ingressi, che prende il nome dall’Orto botanico realizzato dalla direzione degli scavi nei decenni scorsi; la Casa della Regina Carolina, che prende il nome da Carolina Murat, esplorata nel periodo francese, con affreschi in IV stile, recuperati grazie agli interventi della Soprintendenza. Riaperte anche la Casa del Medico e quella del Cinghiale, in cui è stato recuperato il pavimento a mosaico dell’atrio e l’impluvio centrale. Oltre alle domus, è stato restituito al suo originario splendore l’Odeion, il teatro piccolo da 2500 posti, dove sono state integrate le lacune nelle gradinate e riparato il pavimento. E' in fase di lavorazione un calendario delle visite a rotazione, che sarà diffuso a tour operator e visitatori con l'indicazione di giorni e orari di apertura. «L'offerta di fruizione dell'area archeologica con le aperture delle domus della Regio VIII, le case incluse nell'itinerario della mostra Mito e Natura e ancora gli edifici aperti nel mese di dicembre si è notevolmente ampliata - aggiunge Osanna  -per garantire la più ampia offerta di visita, compatibilmente con la disponibilità degli addetti alla vigilanza, sarà strutturato e comunicato un programma di visita alternato alle domus, che consentirà, inoltre, di decongestionare i flussi nelle case più visitate e assicurarne la piena tutela». Il sito archeologico resterà aperto nei giorni di Pasqua e Lunedì in Albis, mentre per la prima domenica del mese ad ingresso gratuito, 3 aprile, sarà ripristinata la fascia oraria che prevede la chiusura dell'ingresso al sito dalle 12,30 alle 14,30. Dal 1 aprile, inoltre, e fino al 31 ottobre gli orari di visita al sito saranno i seguenti: 9,00 - 19,30 (chiusura casse 18,00). © Riproduzione riservata