Giovedi 21 settembre 2017 10:47

Ernest Pignon-Ernest è di nuovo a Napoli, nel segno di Pasolini




NAPOLI - Ernest Pignon-Ernest è tornato a Napoli, 25 anni dopo. Portò la street art in città per la prima volta nel 1987 quando si mise in aereo nella sua Nizza e sbarco all'ombra del Vesuvio per immergersi nelle atmosfere partenopee, popolari e avvolgenti. Arricchì il patrimonio artistico della città usando come tele i muri cittadini. Videro la luce serigrafie rappresentanti opere d'arte, come la "Morte della Vergine" di Caravaggio. Figure realizzate negli anni ottanta e rimaste nell'immaginario collettivo dei napoletani. Ora, a 73 anni, è di nuovo a Napoli, per un progetto su Pasolini. Pignon-Ernest è alla ricerca dei luoghi del regista e di quelle atmosfere popolari raccontate nei suoi film. Roma, Matera (dove Pasolini girò il “Vangelo Secondo Matteo”) e Napoli. La tappa partenopea prevede due location: il centro storico (nell'immagine l'opera all'esterno di Santa Chiara, foto di Enzo Di Mauro) e Scampia, perché è l’artista ritiene che, a distanza di quarant’anni, in quel quartiere si rivivano le sensazioni trasmesse dalle produzioni pasoliniane. Al seguito dello street artist francese c'è il collettivo italo-francese Sikozel, nato nel gennaio 2013 con l’obiettivo di realizzare il film “La Pasqua secondo Ernest Pignon-Ernest”. Si tratta di un gruppo di amici composto da storici dell’arte (Luca Avanzini, Amandine Robinet, Camilla Colzani), registi (Simone Rigamonti, Matteo Berardone) e un antropologo (Federico Cavalleri). Contestualmente alla realizzazione delle opere, il collettivo Sizokel sta girando un documentario sulle impressioni suscitate da queste figure apparse dal nulla nei napoletani. © Riproduzione riservata