Domenica 19 novembre 2017 07:48

Alla scoperta della chiesa di San Pietro a Majella, capolavoro di età angioina




Sabato 28 marzo alle ore 11 si terrà uno speciale incontro, a cura di Brigitte Daprà, alla scoperta della chiesa di San Pietro a Majella, uno dei monumenti più significativi dell’architettura angioina a Napoli. La chiesa fu eretta nei primi anni del Trecento ed è dedicata a Pietro Angeleri da Morrone, eletto papa nel 1294 con il nome di Celestino V. Al suo interno, due cicli di affreschi risalenti alla metà del Trecento: il primo nella cappella Leonessa, attribuito a un maestro di cultura senese e fiorentina e il secondo nella cappella Pipino, attribuito al Maestro di Giovanni Barrile. I due capolavori, insieme al celebre affresco con la Madonna del soccorso o di Lepanto, opera di un maestro dalla cultura avignonese, costituiscono una preziosa testimonianza dell’epoca angioina. Verso la fine del Quattrocento la chiesa fu ampliata e arricchita con numerose opere ancora conservate, fra cui il coro intarsiato nell’abside, i pavimenti maiolicate e alcuni capolavori nel campo della scultura. La grande trasformazione  avvenne nel XVII secolo con la decorazione barocca e la realizzazione del grandioso soffitto a cassettoni, dove sono inserite le celebri tele di Mattia Preti raffiguranti episodi della vita di S. Pietro Celestino e di Santa Caterina d’Alessandria. Nel 1826, l’annessa struttura conventuale divenne sede del Real Conservatorio di Musica. © Riproduzione riservata