Mercoledi 26 settembre 2018 00:35

Steve McCurry in mostra a Napoli: «Mi piacerebbe tornare per un reportage»

27 ottobre 2016

NAPOLI - E' il giorno di Steve McCurry. Il fotografo statunitense, attesissimo, ha presentato stamattina l'esposizione "Senza Confini", realizzata in collaborazione con Civita e SudEst57, in programma dal 27 ottobre al 12 febbraio al Palazzo delle Arti di Napoli. «Steve e Napoli erano destinati ad incontrarsi, prima o poi. Siamo molto felici di ospitarlo a Napoli, lasciatemi dire che è una delle occasioni più belle che mi è capitata da quando sono Assessore alla Cultura di Napoli», spiega Nino Daniele in apertura, che continua sottolineando il legame sottile tra il maestro della fotografia e la città: «La sua poetica e lo spirito della città si riconoscono nel titolo - "Senza confini" - Napoli è una città retaggio di diverse culture, cosmopolita, aperta all'accoglienza».

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McCurry è uno dei testimoni più importanti del nostro tempo: la nuova rassegna allestita al Pan consiste in una grande retrospettiva sul lavoro del fotografo, in cui sono approfondite tutte le tematiche e i momenti del lavoro di McCurry. Il percorso di visita si apre infatti con una sezione di foto in bianco e nero, scattate da McCurry tra il 1979 e il 1980 nella sua prima missione in Afghanistan, paese in cui è ritornato molte volte per scattare alcuni tra i suoi ritratti più famosi, tra cui quello di Sharbat Gula, la "Ragazza afgana" che ha reso famoso il fotografo, arrestata proprio ieri in Pakistan. Allestita in forma bifacciale, le foto dell'esposizione sono presentata su delle scale: «Ho individuato nell'elemento scala un artefatto dell'uomo per arrivare dove non riesce e ho trovato, in questo senso, un legame con i soggetti di Steve, con chi deve trovare nuove soluzioni per la propria vita», ha spiegato Peter Bottazzi, designer della mostra.

Nei luoghi del mondo in cui spesso la vita è più difficile, l'obiettivo di Steve McCurry  ha saputo raccogliere immagini di grande poesia, fermando in uno scatto l'anima e la condizione umana dei suoi soggetti. A chi gli ha chiesto di Napoli, ha risposto entusiasta: «E' una delle città più affascinanti d'Italia, forse del mondo. E' molto poetica, ha personalità, è una città unica. Mi piacerebbe tornare per uno studio. Nelle altre città non sempre c'è l'anima che ha Napoli.»

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