Venerdi 18 agosto 2017 05:09

Lucio Amelio al Madre, ultima settimana: ricco programma con visite gratuite




In occasione dell'ultima settimana di apertura della grande mostra dedicata a Lucio Amelio, già prorogata di circa un mese per il successo di pubblico, il museo Madre propone un ciclo di visite guidate gratuite per dare l'opportunità, a chi ancora non l'ha fatto, di scoprire la selezione di opere e documenti di Lucio Amelio. Dalla Modern Art Agency alla genesi di Terrae Motus (1965-1982). Documenti, opere, una storia...

Saranno proposte diverse formule di percorsi interattivi e partecipati, per ripercorrere la storia di uno degli indiscutibili protagonisti della storia dell’arte contemporanea che ha contribuito a rendere Napoli uno dei centri della ricerca e della riflessione artistica degli ultimi decenni a livello nazionale e internazionale.

Si comincia lunedì 30 marzo (dalle ore 18:00 alle ore 19:00) con Discovering Lucio, una visita guidata dedicata ai più giovani. La visita alla mostra, che si concentra sugli anni dal 1965 al 1982, si trasforma in un’occasione di studio, di osservazione e soprattutto di interazione: il museo si mostra come spazio da scoprire, come un affascinante contenitore di storie e un’officina delle idee.

Si prosegue mercoledì 1 aprile (dalle ore 18:00 alle ore 19:00) con una Visita d'autore, un percorso in compagnia di una guida d'eccezione: Mario Franco, protagonista e testimone di quella che fu una vera e propria rivoluzione nell'arte contemporanea a Napoli, capace di determinare profonde trasformazioni nel panorama dei linguaggi e delle pratiche artistiche più sperimentali e destinata a influire in modo radicale sul dibattito artistico allora in corso.

Giovedì 2 aprile (dalle ore 18:00 alle ore 19:30) i Servizi Educativi del museo MADRE presentano ''Ma l'amore...'', visita gratuita alla mostra che proverà a mostrare al pubblico come la passione per l’arte sia stata capace di determinare anche radicali trasformazioni sociali e culturali.

Nel ’65 prendo un appartamento al Parco Margherita: in cucina mangio, vivo e dormo, le altre due stanze le dedico all'arte. Lì cominciai con un berlinese, Heiner Dilly. Faceva una Scripturelle Malerei (Scrittura murale), come degli appunti di viaggio. Vendo due quadri, uno a Marcello Rumma e uno a Filiberto Menna. Poi un altro berlinese, poi uno jugoslavo, poi Napoli mi scoprì” diceva Amelio.

Dalle ore 18:00, attraverso i racconti, le letture e le azioni proposte lungo il percorso espositivo – accompagnati dalle note delle canzoni interpretate da Amelio, che nel 1990 incise un disco di canzoni anni ’50 intitolato Ma l’amore no - i visitatori potranno scoprire la storia di Amelio e dei tanti artisti, collaboratori e compagni di strada che hanno condiviso con lui l’amore per l’arte e per la città di Napoli.

Venerdì 3 aprile (dalle ore 18:00 alle ore 19:00) Lettere a Lucio Amelio, visita-reading con lettura di una selezione di alcune delle lettere e dei documenti presenti in mostra: dalle lettere datate tra il 1967 e il 1968 che documentano il rapporto del gallerista con Lucio Fontana, autore di opere quali Attese e Concetti spaziali, fino alla collezione di lettere indirizzate a Lucio Amelio nelle quali l’artista James Lee Byars scrive a proposito di un progetto per Palazzo Reale a Napoli.

Per il weekend di Pasqua le visite raddoppieranno: alle 11:00 e alle 17:00.

Sabato 4 aprile al museo (ore 11:00 e ore 17:00) Un sabato al museo: visite didattiche gratuite per esplorare e verificare temi, posizioni e linguaggi della contemporaneità per sperimentare una partecipazione attiva del pubblico.

Domenica 5 aprile (ore 11:00 e ore 17:00) Museo_in_azione: visita didattica performativa. Lungo il percorso espositivo saranno infatti proposte attività ispirate alle opere evidenziate nel corso della visita, un approccio nuovo alle opere, un' esperienza ‘’dal vivo’’.

E infine per il lunedì 6 aprile (ore 11:00 e ore 17:00) Digita Lucio: visita gratuita dedicata al pubblico attivo sui social network, durante la quale, assistiti dagli operatori didattici, i visitatori, con smartphone e tablet, potranno condividere con l’hashtag #Digita_Lucio idee, interpretazioni e proposte, in una serie di tweet che il museo raccoglierà per dar vita ad un racconto partecipato della mostra.

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