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Italiano ucciso a Lloret de Mar: liberati due dei tre aggressori

16 agosto 2017



LLORET DE MAR (SPAGNA) - Sono stati liberati due dei tre aggressori ceceni che hanno ucciso Niccolò, il 22enne di Scandicci, cittadina in provincia di Firenze, dopo il pestaggio in una discoteca di Lloter de Mar. Il giudice ha così stabilito che due di loro potranno tornare in Francia dove vivono come richiedenti asilo. «Non conosco le procedure legali. Ma quello che chiede la nostra comunità e quello che chiede la famiglia è che sia fatta giustizia per un delitto così efferato e insensato». Così Sandro Fallani, sindaco di Scandicci, ha commentato la notizia, riportata dai media locali sulla messa in libertà.

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La discoteca St Trop di Lloret de Mar, dove il giovane fiorentino è stato pestato a morte, è stata chiusa dalle autorità locali spagnole per ragioni di sicurezza. Lo annuncia una nota del comune spagnolo della Costa Brava, spiegando che, durante le indagini, gli inquirenti hanno riscontrato «anomalie di forte gravità nel sistema di sicurezza».

Il padre: «Dovrebbero essere in carcere»

«Anche gli altri due ceceni già rimessi in libertà dovrebbero essere in carcere - ha detto il padre del 22enne in un'intervista al Tg3 Toscana - Devono pagare le loro conseguenze per quello che hanno fatto. Perché evidentemente dalla polizia spagnola scappavano e non credo scappassero tanto per fare. Evidentemente, qualcosa avevano da nascondere. Penso - ha aggiunto - siano dei professionisti del male. Non posso dire che queste persone siano così indifferenti perché erano loro che tenevano lontano i suoi amici dal cercare di aiutare mio figlio. E quindi non mi sembra che siano così brave persone o così bravi. Ci manca sempre Niccolò, ci manca. Sa cosa facciamo - ha continuato il padre tra le lacrime - andiamo a odorare il suo cuscino per sentire il suo odore».

Un violentissimo calcio assestato in pieno volto, mentre era già a terra

È stato questo il colpo risultato fatale. La scena è stata ripresa dalle videocamere di sorveglianza del locale. Immagini crude, che anche il padre, accorso in auto dall'Italia non appena avuta la notizia, non ha potuto fare a meno di vedere: «Non sono essere umani ma bestie che hanno ammazzato mio figlio come un sacco di patate - dice - non posso dire neanche come un cane perché neanche un cane si merita una fine così». La chiamata alla polizia, l'arrivo dell'ambulanza e la corsa in ospedale. Ma per Niccolò non c'era più nulla da fare, l'emorragia interna causata dai colpi non gli ha lasciato scampo. Per l'episodio la polizia spagnola ha fermato tre giovani di 20, 24 e 26 anni, rintracciati sul lungomare di Lloret. Secondo i media spagnoli, che citano fonti investigative, si tratterebbe di tre giovani ceceni, tutti residenti in Francia come richiedenti asilo politico. La polizia, che sta lavorando per fare luce sul loro passato, non avrebbe dubbi, riferiscono sempre i media, sul fatto che si tratti di persone con una formazione paramilitare. Hanno pestato a morte Niccolò senza che nessuno avesse il coraggio o la forza di intervenire: «La cosa triste - denuncia il padre di Niccolò - è che tutti sono stati a guardare impotenti, sarebbe bastato che forse qualcuno intervenendo poteva risparmiargli quelle pedate sulla testa, quelle botte al cuore che me l'hanno ammazzato». In base alla ricostruzione delle autorità spagnole, prima ci sarebbe stata una discussione che si sarebbe trasformata in un'aggressione in tre contro uno. Niccolò è morto praticamente tra le braccia degli amici che erano in vacanza con lui e che lo hanno soccorso trovandolo già privo di coscienza, steso sulla pista da ballo.

«Un ragazzo d'oro, gran lavoratore»: questo era Niccolò secondo i commercianti del mercato fiorentino di San Lorenzo, dove il giovane gestiva un banco di ortofrutta insieme alla zia. Stamani sul banco delle orchidee bianche e delle foto di Niccolò, accanto alla scritta "chiuso per grave lutto". In molti al mercato lo piangono, anche clienti abituali che avevano imparato ad amare quel ragazzo. Un "gigante buono" come lo ha definito su Instagram la fidanzata, nel suo grido di dolore. «La nostra storia non è finita», ha scritto la giovane donna, che ha raccontato che a settembre sarebbe andata a vivere con lui.

«Il Comune di Scandicci - ha spiegato il sindaco Sandro Fallani - è pronto a fare tutti gli atti per agevolare le necessità di rito. Il governo sta gestendo la cosa con l'ambasciata sia per il rimpatrio che per chiedere che le indagini facciano chiarezza».

Intanto ieri a mezzogiorno il Comune di Lloret de Mar ha ricordato Niccolò con un minuto di silenzio. Il sindaco della cittadina turistica, Jaume Dulsat, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nel processo contro i tre arrestati.

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