Sabato 25 novembre 2017 03:05

Mercato immobiliare in caduta, Bin «flessione media del 3%»




NAPOLI - Dati negativi per il mercato immobiliare a Napoli anche nel secondo semestre 2014. Registrato un ribasso generalizzato dei valori di compravendita e di locazione degli immobili residenziali, che si attesta su una media di circa - 3,8 per le compravendite e -2,7 per le locazioni. Il dato è emerso nel corso della presentazione del Listino immobiliare realizzato dalla Bin (Borsa immobiliare di Napoli) della Camera di Commercio di Napoli. L'analisi effettuata sulle Municipalità del capoluogo evidenzia una riduzione dei valori di compravendita un po' ovunque, tranne che per il quartiere di Ponticelli, nell'area Est (stabili i valori), dove vi sono attese di sviluppo per la nascita dell'area universitaria. Le rilevazioni effettuate, così come evidenzia il Listino, confermano una riduzione media del 3% dei valori di compravendita e locativi della Municipalità 1 (Posillipo - Chiaia - San Ferdinando). La riduzione dei valori nella macroarea del centro storico (Municipalità 2, 3 e 4) mostra dei picchi di flessione fino all'8% nei valori di compravendita, mentre i valori locativi confermano l'andamento del semestre precedente con una flessione media del 2%. La Municipalità Vomero - Arenella registra una riduzione media del 2% sia nei valori di compravendita che di locazione, in controtendenza rispetto al semestre precedente che evidenziava un leggero aumento dei valori. L'area Nord di Napoli, le Municipalità 7 e 8, mostrano decrementi nei valori di compravendita, con picchi di -8% a Secondigliano e San Pietro a Patierno. Mercato completamente fermo a Scampia e Miano, per il ridottissimo numero delle compravendite, dovuto al degrado e alla fatiscenza degli edifici. Completa stasi dei valori si riscontra a Pianura, mentre Soccavo registra il più alto decremento della città, nell'ordine di circa - 10%, mentre nella cosiddetta Napoli Ovest, ossia Fuorigrotta e Bagnoli, la riduzione dei valori si attesta a -4% per la compravendita e - 6% per la locazione. Per Giovanni Adelfi, presidente Bin «il dato negativo si fotografa soprattutto sul nostro territorio mentre abbiamo un trend positivo in città come Torino, Bologna, Firenze, Roma. Oggi i mutui sono arrivati ad uno spread bassissimo ma chi può accedere a un mutuo? Certamente il giovane che dovrebbe essere colui che acquista, essendo precario non riesce ad accedere a mutui e ad avere fiducia nell'acquisto di una casa. Il fondo Garanzia Giovani promosso dal Governo potrebbe facilitare l'accesso alle garanzie bancarie per cui attraverso questo fondo di Garanzia lo Stato dà la possibilità alla banche di avere una garanzia al 50% sui mutui erogati a precari». D'altro canto Clemente Del Gaudio, alla Bin punta l'indice sulle tasse e sulla poca fiducia nell'acquistare e poca voglia di vendere al di là dei valori registrati. «O interverrà in maniera seria e concreta un detassamento rispetto al settore o da qui non ne usciamo. Troppe promesse non mantenute, un Governo freddo nei confronti del Sud. Sono convito del fatto che una ripresa vera ci sarà solo un attimo dopo che le persone riprenderanno fiducia. E questa si riprende solo quando si capisce che non si è aggrediti per un patrimonio immobiliare». Per Francesco Tuccillo, presidente Acen, invece, «può invertire la tendenza una minore tassazione sugli immobili. Se la tassazione aumenta, noi stenteremo ancora ma se da parte del Governo ci sarà una riduzione della tassazione, unitamente al numero dei mutui che registrano un aumento da parte dell'apertura del sistema bancario, allora sono fiducioso che nel 2015 potremo vedere il segno più». Commentando i dati il presidente della Camera di Commercio di Napoli, Maurizio Maddaloni ha così dichiarato «Questo ribasso generalizzato in città come in provincia, con un calo preoccupante anche delle locazioni commerciali, rappresenta l'ennesimo segnale di una crisi che si protrae da troppo tempo e con conseguenze sotto gli occhi di tutti. Ecco perché l'esperienza radicata nel territorio della Camera di Commercio di Napoli, e del sistema camerale in generale messo in discussione in questi ultimi mesi, di sintesi e di rappresentanza unitaria ed istituzionale delle imprese, ma anche dei consumatori e dei lavoratori, rappresenta un perno forte e decisivo per una nuova architettura istituzionale che punti a riavviare la macchina degli investimenti e a garantire prospettive reali di ripresa nel breve e nel lungo periodo». © Riproduzione riservata