Giovedi 23 novembre 2017 06:11

Caivano, dipendenti rilevano l’azienda e salvano l’impianto dalla chiusura




CAIVANO (Na) - Hanno acquistato la società di cui sono stati a lungo dipendenti e che due anni fa ha chiuso lo stabilimento nel quale lavoravano, mettendoli in cassa integrazione e mobilità. Un'impresa epica in tempi di crisi, che alla fine ha premiato lo spirito di squadra e la tenacia dei 51 lavoratori dell'impianto di Caivano della multinazionale portoghese Italcables, specializzata nella produzione di cavi d'acciaio per infrastrutture, oggi rinominata Wbo Italcables, rinata come cooperativa sulle ceneri di una società da 50 milioni di fatturato annui. «Abbiamo lottato con le unghie e con i denti, siamo saliti sui tetti più alti della fabbrica, ma poi abbiamo capito che nessun cavaliere bianco sarebbe venuto a salvarci, e allora ci siamo rimboccati le maniche», spiega Matteo Potenzieri, ingegnere e vicedirettore dello stabilimento di Caivano della società portoghese, oggi presidente del cda di Wbo Italcables, dove Wb sta per "Workers buyout", cioè lavoratori che acquistano la società di cui sono stati dipendenti. Ognuno dei 51 dipendenti, di cui 45 operai e 6 funzionari, ha versato 25mila euro dalla sua mobilità aderendo ad un'iniziativa che ha pochi precedenti in Italia e praticamente nessuno nel settore metalmeccanico, cruciale nel Mezzogiorno. Pagheranno il fitto del ramo d'azienda per 3 anni, per poi pagare una maxi rata finale e acquisire definitivamente i 75 mila metri quadri dello stabilimento: solo allora diventeranno effettivi proprietari. «Non potevamo arrenderci - prosegue emozionato Potenzieri - perché qui c'è la capacità produttiva, c'è mercato. Ci siamo detti, possibile che ci si debba sempre rassegnare». Due anni non facili, durante i quali i 51 dipendenti hanno difeso con le unghie e con i denti la loro fabbrica, presidiandola giorno e notte per sventare furti ai macchinari dello stabilimento. Decisivo l'incontro con la lega Coop Campania: «Da lì le cose sono cambiate. Abbiamo preparato un business plan, facevamo riunioni continue con i dipendenti. Poi in assemblea è stato approvato il primo documento all'unanimità». L'iniziativa trova così il sostegno di Banca Etica e del fondo di promozione della Lega Coop, Coopfond, che investe circa 300mila euro, seguito da Cfi, la società partecipata del ministero dello Sviluppo economico specializzata in questi progetti, cui si affianca il milione e 275 mila euro messo sul piatto dai lavoratori dello stabilimento di Caivano come anticipo dalla mobilità. Il tutto realizzato entro il termine dei sei mesi fissato dal curatore fallimentare per il reperimento dei soldi necessari a tentare l'impresa. «Il momento più bello è stato quando il 28 agosto scorso è arrivato il primo camion di materiale - spiega Luigi Posillipo ingegnere e vicepresidente del cda - un'emozione unica, non arrivava più materiale da anni, era quello il vero inizio». L'attività riparte, con i primi ordinativi inviati a Settembre in America, Europa, Malta e Nord Italia: merito della qualità dei prodotti dello stabilimento, rinomata in tutto il mondo, oltre che di uno spirito di solidarietà innescato anche tra i clienti fidelizzati dell'ex multinazionale: «I nostri clienti hanno reagito benissimo - dice Raimondo Liberatore, ex direttore di stabilimento ed unico quadro della cooperativa - conoscono la qualità dei nostri prodotti, vogliono aiutarci, forse la nostra impresa gli fa anche un pò tenerezza». Le difficoltà nel far ripartire una struttura ferma da ben due anni inevitabilmente ci sono: i macchinari sono stati ripristinati al 50% e l'attività di manutenzione dell'impianto è ancora in piena realizzazione.  «Per ora dobbiamo entrare a regime - conclude Potenzieri - ci siamo imposti un patto di solidarietà, stiamo lavorando di meno. Speriamo di arrivare entro l'anno prossimo alla metà della produzione della vecchia Italcables». Nel frattempo è tutto pronto per l'inaugurazione dell'impianto con un nuovo logo e un nuovo nome prevista per le 15,30 di oggi, alla quale sarà presente anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. © Riproduzione riservata