Giovedi 14 dicembre 2017 18:02

Fiat Pomigliano. Finto suicidio di Marchionne, respinto il ricorso degli operai licenziati




NOLA - Il giudice del lavoro di Nola ha rigettato il ricorso dei cinque ex lavoratori dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco e del reparto logistico di Nola licenziati a giugno dello scorso anno dall’azienda per aver inscenato il suicidio dell’amministratore delegato Sergio Marchionne nel giorno dei funerali di una cassaintegrata che si era tolta la vita, Maria Baratto, 47 anni, che sperava nel rientro in fabbrica dopo anni di reparti “confino” e cassa integrazione. La protesta messa in atto dai cinque operai consisteva nell'inscenare il suicidio di Marchionne con un fantoccio a grandezza naturale davanti l’ingresso del reparto logistico impiccato con tanto di testamento “Mi ammazzo. Perdonatemi per tutti quegli operai che si sono suicidati”: chiaro il riferimento a Maria Baratto. Per il giudice il licenziamento è giustificato avendo dichiarato «la sussistenza della giusta causa e la conseguente legittimità del licenziamento disciplinare irrogato in quanto le condotte poste in essere dai ricorrenti risultano esser state lesive degli interessi morali della società, avendo provocato alla stessa un grave nocumento morale idoneo a ledere in modo irreversibile il vincolo fiduciario tra le parti del rapporto di lavoro». © Riproduzione riservata