Mercoledi 18 gennaio 2017 05:12

Indesit: raggiunto l’accordo sul piano di riorganizzazione




CASERTA - Salvi i poli produttivi dei siti casertani della Indesit company di Teverola e Carinaro. Dopo una lunga trattativa si è chiusa ieri la vertenza in merito al recupero della competitività aziendale e al piano di riassetto della produzione in Italia, con particolare attenzione al sito di Caserta, mediante l’accordo tra l’azienda e sindacati Fim, Uilm e Ugl, mentre Fiom si astiene. Dopo sei mesi di confronto, iniziato a giugno scorso dall’annuncio di 1400 esuberi si è giunti così ad intesa finale con i rappresentanti dei lavoratori su un piano di organizzazione che prevede per l’Italia un investimento di 83 milioni di euro, maggiori produzioni a più alto valore aggiunto e la scongiura definitiva di ogni ipotesi di licenziamenti grazie all’utilizzo di adeguati ammortizzatori sociali. ‹‹Nel quinquennio 2014-2018 – spiega l’azienda – saranno previsti oltre agli ammortizzatori sociali anche contratti di solidarietà, incentivi all’esodo per chi ne farà richiesta e l’impegno dell’azienda a non ricorrere all’utilizzo di procedure di mobilità unilaterali sino al 2018››. Il piano di riorganizzazione, più volte migliorato dal presidente ed amministratore delegato dell’Indesit Marco Milani, prevede il rinnovo quasi totale della gamma di prodotti a più alto valore aggiunto realizzati in Italia, in termini sia di prestazioni che di competitività e i tre poli industriali del gruppo saranno ridisegnati con interventi di riassetto che verranno implementati nel biennio 2014-2016. Di conseguenza, il sito di Comunanza sarà il centro per l’innovazione e la produzione di lavabiancheria a carica frontale di alta gamma. Il sito di Fabriano sarà centro di produzione esclusivo per la realizzazione di forni da incasso, di forni di piccole dimensioni, attualmente fabbricati in Spagna, e di prodotti speciali per la cottura. Centro esclusivo sarà anche il sito di Caserta dove verranno prodotti frigoriferi da incasso ad alto contenuto di innovazione, tra cui quelli che tuttora sono realizzati in Turchia e dei piani cottura a gas da incasso al momento fabbricati a Fabriano e originariamente destinati in parte alla produzione in Polonia. ‹‹L’utilizzo degli ammortizzatori sociali – continua l’amministratore dell’azienda – sarà possibile mediante l’accordo tra le parti e previa autorizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, accordo che permetterà di riorganizzare le attività produttive tutelando al meglio i lavoratori e senza perdere le competenze professionali in vista del recupero dei mercati e dei benefici attesi dagli investimenti››. Prima di procedere con l’attuazione del piano,  l’azienda dovrà attendere l’esito del referendum tra i lavoratori richiesto dai sindacati che hanno siglato l’accordo tranne che per la Fiom che lo reputa “un accordo delitto” così come dichiarato da Michela Spera, segretario nazionale della Fiom-Cgil. ‹‹Le produzioni riportate in Italia – dichiara – danno lavoro ad appena 300 lavoratori e il resto è affidato al mercato. Si tratta di un accordo delitto in quanto non ci sono indicazioni sui volumi produttivi e nessuna certezza››. © Riproduzione riservata