Domenica 20 agosto 2017 09:55

Referendum Costituzionale. Borse in calo, a rimetterci sono le banche

05 dicembre 2016



BRUXELLES - Il fronte del No ha vinto la sfida referendaria, decretando le dimissioni del Governo Renzi e l'inizio del solito allarmismo mediatico, i cui primi segnali si manifestano naturalmente sui mercati monetari e sulle banche.

Le Borse europee questa mattina hanno aperto in rosso. A Milano si è segnato un calo dell'1,8%, che per il Ftse Mib - che nella giornata di ieri chiudeva a 17.086,85 -  è significato un crollo a 16.723,18 punti.

I contraccolpi maggiori sono visti, tuttavia, sulle azioni bancarie: Unicredit ha subito un calo del 7,3%, seguita dalla Banca Popolare di Milano che registra un -5,4% e da Monte dei Paschi di Siena che non fa prezzo.

Anche le Borse Europee, più di quanto successe a suo tempo con la Brexit, hanno subito cali in apertura: l'indice Euro Stoxx ha registrato il -0,52%, Londra a -0,33%, Parigi a -0,49% e Francoforte a -0,18%.

In calo anche l'Euro, che nella notta è sceso a 1,05 sul dollaro - un minimo storico nell'ultimo anno e mezzo - ha recuperato in mattinata con un aumento a 1,064 sulla moneta statunitense.

Sorprendente la ripresa di Monte dei Paschi di Siena, che solo in tarda mattinata è rientrata negli scambi con un rialzo del +1,28%.

In crescita anche lo spread fra i titoli di stato poliennali italiani e quelli tedeschi, che stamattina è schizzato a 178 punti, salvo poi riscendere a 169 in queste ore. Il rendimento dei btp decennali, invece, è fissato a 1,99%.

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