Giovedi 23 novembre 2017 10:23

Eav depredata dai suoi stessi manager: danno erariale di 7,6 milioni di euro. Otto indagati




NAPOLI - Danno erariale di 7 milioni e 600mila euro nella gestione Eav, la holding regionale dei trasporti. È quanto accertato dal nucleo di polizia tributaria di Napoli, nell’ambito di un’attività d’indagine delegata dalla Procura generale della Corte dei Conti per la Campania. Otto le persone citate in giudizio, tra cui l'ex amministratore unico, Alessandro Rizzardi, l'ex assessore regionale Ennio Cascetta, collaboratore del ministro Delrio, e un altro ex amministratore, Nello Polese. In particolare, la Guardia di Finanza ha appurato che i vertici della holding dei trasporti avrebbero sperperato denaro delle casse della Regione Campania affidando numerosi incarichi pluriennali di consulenza professionale rivelatisi inutili, oltre che conferiti in spregio dei più elementari principi di efficacia, trasparenza, economicità e correttezza. Le Fiamme gialle, a tal proposito, citano il caso di un amministratore unico dell’Eav, «già dipendente della medesima società, da cui percepiva una lauta pensione, una volta diventato il massimo dirigente dell’Ente, si autoconferiva, per un periodo di ben 8 anni, un incarico di consulenza avente per oggetto, sostanzialmente, gli stessi compiti e mansioni che doveva svolgere nella sua qualità di vertice amministrativo dell’Eav. E ciò, con l’inescusabile avallo dell’assessore ai trasporti dell’epoca nonché con il colpevole beneplacito del collegio sindacale allora in carica». In un altro caso, «si è giunti finanche a reclutare un nuovo direttore generale, giustificando tale assunzione mediante la creazione “ad arte” della vacanza organica nel ruolo, attraverso l’istituzione di una nuova direzione per la pianificazione affidata al direttore generale uscente». Contestato «un danno erariale per circa 350mila euro nei confronti del pro tempore amministratore unico e del collegio sindacale in carica, in conseguenza dell’accertata inutilità della neoistituita alta direzione, in quanto alla stessa venivano affidati compiti che, ai sensi delle vigenti norme statutarie della società, spettavano già all’organo di vertice e al direttore generale». Inoltre, le procedure adottate per «l’assunzione diretta» ed a tempo indeterminato di queste dirigenziali sono risultate - secondo la Procura della Corte dei conti - in evidente contrasto con le disposizioni in materia di assunzioni di personale previste dalle norme regionali e nazionali vigenti, le quali prevedevano una selezione pubblica anche per il reclutamento di personale da parte di società partecipate direttamente ed indirettamente dalla Regione Campania. Immediata la reazione di Umberto De Gregorio, presidente dell'Eav che è corso ai ripari dichiarando «Si tratta di fatti degli anni antecedenti al 2013, di cui sono informato solo parzialmente, in quanto le indagini si sono svolte e concluse prima del mio insediamento avvenuto il 27 luglio 2015. Negli anni precedenti vi sono stati comportamenti leggeri in termini di consulenze e di spesa. Posso dire soltanto, che il mio primo atto, all’insediamento, è stato, di applicare una riduzione del 30 per cento alla tariffa interna applicata per i compensi praticati a tutti i legali esterni. Abbiamo anche riaperto la short list dei legali esterni e ridotte al lumicino le consulenze. Lavoriamo con grandissima attenzione alla spesa, cercando di generare comportamenti virtuosi all’interno dell’azienda e con i fornitori dell’azienda». © Riproduzione riservata