Giovedi 17 agosto 2017 11:44

Assunzioni a tempo indeterminato, Campania è fra le ultime con solo il 23% rispetto al 2014




NAPOLI - Le assunzioni a tempo indeterminato sono aumentate del 34,6% in Italia, a dirlo non è stato Matteo Renzi ma l'Inps. Tuttavia, la situazione sembra migliorare solo se vista dall'altro: se si andasse ad osservare le percentuali relative ad ogni regione, è chiaro, lo scenario è completamente differente e non lascia sperare quanto quello nazionale. «In Italia nei primi otto mesi del 2015 aumenta, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+299.375). Crescono anche i contratti a termine (+29.377), mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.744). In aumento anche le cessazioni (+46.537)» si può leggere nella nota redatta dall'Istituto nazionale per la previdenza sociale. La situazione, tuttavia, non è così positiva dappertutto. La Campania, ad esempio, si colloca fra le ultime quattro regioni italiane in termini di aumento delle assunzioni a tempo indeterminato. Rispetto al 2014, si è registrato qui del solo il 23,5%, contro il +84,5% registrato dalla prima della classe, Friuli Venezia-Giulia, e il +61,6% dell'Umbria, seguita nel podio dalle Marche (+53,1%). Un divario, quello fra sud e nord Italia, che si rimarca ancor di più quando si vanno a confrontare i dati relativi alle regioni settentrionali con le ultime della classifica: Calabria  al +17,3%, Puglia (+16,3%) e Sicilia (+11,0%). ©Riproduzione riservata