Giovedi 29 giugno 2017 17:57

Export 2016, l’Istat: «La Campania contribuisce più delle altre regioni»

14 marzo 2017



NAPOLI - La Campania contribuisce all'export nazionale per un +2,9% sul 2015. A rilevarlo sono i dati Istat che certificano per la Campania una consistente crescita, mentre le altre regioni di maggiori dimensioni sono ancora in perdita.

Secondo i dati dell'Istituto nazionale, le imprese campane aumentano sempre di più (negli ultimi due anni +10,7%), e quelle di capitali (oltre 99mila) sono le più numerose del Sud. L'aumento dell'8,5% rispetto all'anno precedente è significativamente migliore rispetto al dato nazionale del +1,2% e tra le regioni meridionali la Campania si conferma, così, in progressiva crescita con picchi di export nei settori farmaceutico e in quello agroalimentare. Ma non solo, le esportazioni delle imprese campane si aprono verso nuovi mercati esteri, in particolare verso i Paesi extra Unione europea, facendo registrare un +6,1%.

«Si tratta di dati molto positivi che confermano una prima confortante ripresa economica della Campania e la vitalità del tessuto produttivo e delle imprese della regione – ha dichiarato l'assessore alle Attività Produttive Amedeo Lepore - In particolare i dati sull'esportazione dimostrano che la Campania, a differenza di altre grandi regioni del Mezzogiorno, ha fatto la scelta giusta di collegarsi alle strategie nazionali per la competitività del sistema economico e di puntare allo sviluppo industriale attraverso l'apertura di nuovi mercati, l'attrazione di investimenti esterni e la sburocratizzzione delle procedure amministrative per le attività produttive che si insediano sul territorio regionale». «L'accordo sottoscritto - conclude Lepore - con l'Istituto per il commercio estero e con Sace (società per i servizi assicurativi per export e internazionalizzazione) rappresenta lo strumento attraverso il quale rendere ancora più efficaci le iniziative della Regione Campania per la ricerca di nuovi sbocchi all'esportazione per le nostre imprese, utilizzando le postazioni e gli sportelli aperti nei principali mercati esteri dagli Istituti italiani per l'internazionalizzazione».

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