Giovedi 23 novembre 2017 08:21

Industria tessile in Campania, risposta alla crisi: export in aumento, quasi 600 milioni




NAPOLI - In uno scenario di crisi e desertificazione industriale, qualche spunto positivo c'è. Il sistema moda in Campania, contraddistinto da più di 4.130 aziende attive nel comparto del tessile-abbigliamento, di cui più di 3.500 attive nella confezione/abbigliamento, dislocate soprattutto tra Napoli e provincia, Salerno e Caserta, si conferma una delle eccellenze nell’intero panorama del fashion system italiano ed internazionale. Secondo le elaborazioni Centro Studi Smi su dati Istat, la Campania è al quinto posto in Italia per numero di aziende attive nel tessile-abbigliamento, prima tra quelle del Sud. Buono anche l’andamento dell’export: nel 2015 si è avvicinato ai 600 milioni di euro ed ha evidenziato una crescita del +1,9 percento su base annua, in linea con la media nazionale. Le esportazioni del solo abbigliamento ammontano a 494 milioni di euro (pari, quindi all’82,6 percento del totale), in aumento del +1,8 percento rispetto al 2014. Il 75 percento circa dell’export regionale è assicurato dalla provincia di Napoli (pur stabile nel 2015), ma anche il territorio di Caserta (+11,4 percento) e di Salerno (+8,1 percento) risultano interessati da dinamiche di crescita molto vivaci. L’import ha invece superato il miliardo e quattro cento milioni. I dati sono stati discussi quest'oggi, presso la sede dell’Unione Industriali di Napoli, nell’ambito del Convegno dal titolo “Internazionalizzare per crescere e competere nel settore della Moda” organizzato da UniCredit e Unione Industriali di Napoli. «La crescita del comparto sul nostro territorio – ha dichiarato Maurizio Marinella, presidente Sezione sistema Moda dell'Unione Industriali di Napoli ¬– può essere favorita da un associazionismo intelligente, che promuova l’aggregazione e le sinergie tra le imprese, e nel contempo definisca intese con interlocutori finanziari che consentano di puntare ad ampliare su scala globale il raggio d’azione di tante realtà produttive qualificate ma condizionate da problemi di dimensione e di capitalizzazione. Iniziative come quella odierna contribuiscono allo scopo». © Riproduzione riservata