Mercoledi 22 novembre 2017 04:28

Whirlpool-Indesit i lavoratori in protesta, bloccata superstrada: è caos




CASERTA - Sono rimasti in presidio tutta la notte i lavoratori della Whirlpool-Indesit di Carinaro per protestare contro la decisione della multinazionale di chiudere i battenti del sito produttivo. Decisione che arriva appena due anni dopo la chiusura del sito gemello di Teverola costato quasi 200 esuberi. Gli stessi lavoratori stamani hanno bloccato il deposito merci della fabbrica e si sono diretti sulla vicina superstrada Giugliano-Marcianise, che fiancheggia l'insediamento industriale, bloccando la circolazione veicolare. Di «vertenza Campania» parla intanto la Fiom. «A Carinaro - sostiene la sigla dei metalmeccanici della Cgil - sono più di 800 i lavoratori e le lavoratrici oggi occupati che si aggiungono alle migliaia di posti di lavoro già spazzati via. La Campania sta pagando un prezzo altissimo in termini di occupazione, siamo ormai alla desertificazione industriale di una delle più importanti regioni del Mezzogiorno. Non siamo più in presenza di singole vertenze ma di fronte a una vera e propria “vertenza Campania” su cui il Governo e la Regione devono dire cosa intendono fare e su cui chiediamo loro di intervenire immediatamente». Dall'altro canto Whirlpool, si fa notare, «si è limitata a illustrarci le linee guida del piano industriale. Il confronto sindacale, che sarà avviato lunedì prossimo dovrà costruire risposte per tutti i lavoratori e tutti i siti del gruppo. Per conquistarsi queste risposte e accompagnare il confronto, ancora una volta i lavoratori di Whirlpool dovranno mettere in campo iniziative e mobilitazioni». La Fiom «metterà al centro di questo confronto difficile con la multinazionale americana la difesa dell'occupazione e le prospettive industriali dei territori coinvolti e deciderà, come ha sempre fatto nel corso della difficile vertenza Indesit 2013, insieme ai lavoratori». Il piano rivendicato da  Whirlpool, prevede volumi di produzione totali in Italia in crescita, la creazione a Fabriano (Ancona) del più grande stabilimento in Europa per la produzione di piani cottura e il rafforzamento a Cassinetta (Varese) del più grande polo europeo dei prodotti a incasso. Il piano rafforza, inoltre, il ruolo dell'Italia quale polo per la ricerca e sviluppo, attraendo verso il Paese oltre il 70% della spesa destinata all'Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). «Si crea oggi per noi un'opportunità unica per espandere la leadership globale di Whirlpool anche alla regione Emea - ha dichiarato l'amministratore delegato Italia e vice presidente operazioni industriali di Whirlpool Emea, Davide Castiglioni - Sono fiducioso che il piano industriale che abbiamo presentato ci consentirà di diventare competitivi e sostenibili nel lungo periodo. Il piano Whirlpool per l'integrazione delle attività acquisite da Indesit è il migliore che possiamo mettere in campo. Abbiamo guardato tutti i piani possibili, è il migliore per garantire continuità e sostenibilità a lungo termine - ha poi aggiunto - Nessuno verrà lasciato solo. Whirlpool è disponibile a lavorare con le istituzioni e i sindacati e si impegna a non effettuare licenziamenti unilaterali fino al 2018». Intanto gli esuberi complessivi del piano Whirlpool-Indesit sono 1335. Ai 940 già previsti dal «piano Italia» di Indesit Company, prima della cessione a Whirlpool, se ne aggiungono altri 245 nelle fabbriche e 150 nell'area della ricerca. L'allarme, con il nuovo piano per l'integrazione delle attività di Indesit Company acquisite da Whirlpool, è per gli esuberi strutturali, quelli legati alla decisione di chiudere la fabbrica di Carinaro (815 esuberi) in Campania e del centro ricerca di None (80 esuberi) in Piemonte. Nel polo di Fabriano nelle Marche, dove il gruppo investirà per creare «il più grande stabilimento in Europa per la produzione di piani cottura» il numero degli esuberi già previsti aumenta di ulteriori 30 che sono però considerati di transizione, legati cioè provvisoriamente alla la fase che porterà alla concentrazione a Melano anche della produzione e dell'occupazione che è oggi nel vicino stabilimento di Albacina. Restano circa 200 gli esuberi a Comunanza. Mentre l'occupazione aumenterà di 280 persone a Cassinetta, in provincia di Varese, che si rafforza per diventare come detto il più grande polo europeo dei prodotti a incasso. © Riproduzione riservata