Venerdi 20 luglio 2018 16:33

Almaviva, fumata nera: licenziamenti confermati a Roma e Napoli
L'esito dell'incontro al Mise, avvenuto oggi a Roma tra aziende e parti sociali per il caso Almaviva, ha confermato la chiusura dei centri di Napoli e Roma.

16 novembre 2016

ROMA - Si è concluso con un nulla di fatto l'incontro al Mise per il caso Almaviva tra azienda e parti sociali. I licenziamenti, in tutto 2511 (1666 a Roma, 845 a Napoli), non sono stati ritirati. La chiusura dei centri di tali città è stata confermata a pochi giorni dal completamento della fase sindacale della procedura di mobilità. Non si è riusciti a superare il muro contro muro delle ultime settimane. L'azienda, dopo aver perso circa 19 milioni di euro nei primi mesi del 2016, ha riaffermato l'impellente necessità di ridurre le perdite.  I sindacati, dal canto loro, hanno ribadito di non essere disposti a negoziare al ribasso sui salari dei dipendenti.

La Uilcom: «I lavoratori non possono pagare la crisi aziendale»

«Abbiamo ribadito un principio per noi inderogabile, che non siamo disponibili a scaricare la crisi dell'azienda unicamente  sulle spalle dei lavoratori», ha dichiarato in una nota il segretario della Uilcom Campania. «Non possiamo pensare - ha proseguito Taglialatela - che le soluzioni dei problemi di Almaviva passi solo ed esclusivamente per un ulteriore impoverimento dei salari che già sono bassissimi». «Vogliamo - ha concluso il leader della UilCom Campania - che l'azienda si assuma la responsabilità nei confronti di queste persone e comprenda che chiudere Napoli e Roma equivale ad uscire definitivamente dal mercato dei call center in outsourcing».

 

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