Venerdi 18 agosto 2017 11:02

Il lavoro in Campania è sempre più precario: calano gli investimenti privati e crescono i prestiti
Il lavoro in Campania è sempre più precario. Sono 400mila le persone che cercano un impiego che non sia apprendistato o assunzioni a "tempo"

17 novembre 2016



CAMPANIA - A causa del calo degli investimenti privati nell'industria, dell'export frenato da Brexit e Libia, crescono i prestiti ma rimane il problema della disoccupazione. Sono 400mila le persone che cercano un lavoro.

Come si può intuire dalle parole di Paolo Emilio Mistrulli, capo dell'ufficio studi e ricerche campano dell'istituto, la debole ripresa intravista a giugno si è già fermata: «I segnali di ripresa hanno perso vigore - continua - registriamo una contrazione del ritmo di crescita già meno favorevole. Permangono però le aspettative ottimistiche».

I cali

Si può notare un'inversione di tendenza dell'export nell'agroalimentare, riguardo fattori di prezzo: meno 1,1 per cento rispetto al più 9,4 del 2015. Verso il Regno Unito, principale paese di destinazione dei prodotti campani, (-8,6%), ma anche verso la Libia, quarto paese importatore di prodotti alimentari campani (-12,3%). Inoltre, i cali sono concentrati nel settore delle conserve, dove la Campania ha il 50 per cento dell'export (-5,3%) e della pasta (-11,4%). Contrariamente a ciò che accade ai prodotti lattiero-caseari (+14,1%, oltre 130 milioni di euro nel semestre).

La disoccupazione o assunzioni "a tempo"

Per quanto riguarda l'impiego di lavoratori, l'occupazione aumenta (+3,4% nell'ultimo semestre), ma si è testimoni di una brusca fermata delle assunzioni a tempo indeterminato (si è passati dai 157 mila contratti attivati da gennaio a settembre dell’anno scorso ai quasi 107 mila dei primi nove mesi del 2016). Infatti vengono impiegate solo assunzioni "a tempo": il dato  supera quota 180 mila (nel 2015, va ricordato, le assunzioni non definitive erano state 168 mila circa). Si riscontra, inoltre, il continuo ricorso all’apprendistato, soprattutto in Campania, che vanta addirittura il record nazionale. Si registra, infatti, un vero e proprio boom di voucher: da gennaio a settembre del 2016 ne sono stati venduti un milione e ottantamila in più rispetto all’anno precedente. I dati dell'Inps, dunque, rilevano palesi segnali di una precarizzazione del mercato occupazionale regionale.

«Le aziende che scelgono di assumere a Sud avranno la decontribuzione totale»

«Nel 2017 le aziende che scelgono di assumere a Sud avranno la decontribuzione totale come il primo anno del Jobs Act (2915)». Queste le parole del premier Matteo Renzi ieri in Sicilia nel tentativo di incentivare le politiche occupazionali. «Si tratta di una misura importante - continua così - Chi lo fa a Milano no, chi lo fa a Verona no, anche perché in quelle aree siamo tornati al livello del 2008, ma chi vuole investire sul Mezzogiorno sì». Sulla sua scia anche il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, che ha dichiarato: «Ridurre la disoccupazione giovanile, in particolare nel Meridione, è una priorità del Governo. Per questo abbiamo deciso di utilizzare le risorse comunitarie del Programma nazionale per l’occupazione al finanziamento della decontribuzione totale fino a 8.060 euro, per 12 mesi, per gli imprenditori che, nel 2017, assumeranno nel Mezzogiorno, a tempo indeterminato o in apprendistato, giovani tra i 15 ed i 24 anni o disoccupati con più di 24 anni privi di impiego da almeno sei mesi».

Si spera, dunque, in un cambiamento di rotta, perchè se la situazione non mutasse, si rischierebbe di tornare indietro ai periodi bui.

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