Sabato 23 settembre 2017 05:50

Vertenza Gepin Contact, riassunti i 220 lavoratori licenziati
I 220 lavoratori licenziati a febbraio 2016 da Gepin Contact per i quali stanno per scadere anche gli ammortizzatori sociali sono stati assunti dalla società System House per continuare a portare avanti la commessa Poste Italiane

27 giugno 2017



NAPOLI - «Dopo una interminabile notte di trattative, alle 07:00 di questa mattina sono stati messi in sicurezza i 220 lavoratori licenziati a febbraio 2016 da Gepin Contact per i quali stanno per scadere anche gli ammortizzatori sociali. La società System House assumerà tutti i lavoratori del sito di Casavatore per continuare a portare avanti la commessa Poste Italiane». E' quanto ha affermato, in una nota, l'assessore al Lavoro e alle Risorse Umane della Regione Campania, Sonia Palmeri. «La Regione Campania, come sempre è stata fianco a fianco dei lavoratori, partecipando e sostenendo la trattativa di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e le OO. SS., ma anche rendendo disponibili percorsi di politica attiva al lavoro presso le pubbliche amministrazioni della nostra Regione, a cui potranno accedere i lavoratori che a breve perderanno gli ammortizzatori sociali ed in attesa delle lettere di assunzione. Quello di oggi è un grande risultato che segue il successo della vertenza Almaviva».

«Sono stremata ma soddisfatta - ha aggiunto l'assessore - sono entrati al Mise disoccupati ieri pomeriggio e ne escono dopo 14 ore con un accordo istituzionale che prevede un contratto di lavoro per tutti. La Campania è passata dall'anonimato sui tavoli nazionali al protagonismo responsabile di chi punta solo all'aumento dell'occupazione e all'attrazione di nuove imprese».

«Abbiamo sottoscritto un accordo frutto di due anni di una vertenza durissima - ha proseguito Salvatore Capone della segreteria nazionale Fistel Cisl commentando la conclusione della trattativa sulle vertenza Gepin - che salva tutti i lavoratori di Roma e Napoli e che rende giustizia al lavoro della Cisl, della Uil e della Ugl. Tuttavia è mancata la firma della Cgil, così come avvenuto in occasione dell'accordo separato del 5 settembre, ma per noi era prioritario dare una risposta a dei lavoratori che da qui a qualche giorno non avrebbero più avuto il sostegno al reddito». «Ho sempre confidato nel lavoro di squadra - ha continuato spiegando - Ho apprezzato lo sforzo fatto dal Ministero che nella persona del viceministro Teresa Bellanova ha condotto fin dall'inizio con autorevolezza e responsabilità una vertenza tortuosa. Il contributo della Regione Campania rappresentata dall'assessore Sonia Palmeri è stato lodevole e ha permesso ai lavoratori napoletani con gli ammortizzatori sociali in scadenza di avere un sostegno al reddito fino all'assunzione programmata per il 30 settembre prossimo».

«Una grandissima soddisfazione per la pervicacia con la quale abbiamo condotto questa vertenza - ha aggiunto  Giuseppe Di Marzo, segretario regionale Fistel Cisl Campania - Siamo sempre stati convinti che saremmo riusciti a trovare una soluzione e abbiamo lavorato duramente insieme ai lavoratori che ci hanno sempre sostenuto. Abbiamo fatto l"impossibile per riuscire a trovare una soluzione che oggi annunciamo con enorme soddisfazione ma che purtroppo non è stata condivisa da tutti poiché permangono ancora organizzazioni sindacali che sui drammi umani ci fanno ideologia e politica».

Soddisfazione è stata espressa anche dalla Uil Campania: «Si sono finalmente salvaguardati 220 posti di lavoro per una vertenza lunghissima in cui la costanza della categoria e la tenacia dei lavoratori non sono mai arretrate. Questo è il modo concreto - ha affermato Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Campania - per difendere realtà produttive del territorio napoletano così come già è accaduto per Almaviva. Un apprezzamento del sindacato che rappresento va al vice Ministro Bellanova e all'assessore Palmeri che hanno saputo sostenere le ragioni dei lavoratori e del sindacato facendo tornare sui propri passi Poste Italiane che aveva avuto un atteggiamento poco sensibile nell'assegnare gli appalti, difendendo così l'occupazione».

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