Giovedi 17 agosto 2017 08:02

Indennità non dovute alle ex guardie mediche: buco da 10 milioni di euro nelle casse delle Asl campane




NAPOLI - Un buco da oltre dieci milioni di euro nelle casse delle aziende sanitarie campane, frutto di un sistema che negli ultimi dieci anni ha visto le ex guardie mediche della Regione percepire indebitamente per ogni ora lavorata un'indennità di 0,88 centesimi in più in busta paga. A scoprire l'enorme raggiro perpetrato ai danni dei cittadini, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, impegnati da mesi in una complessa e capillare indagine investigativa che già nel mese di gennaio aveva condotto la Corte dei Conti della Regione Campania ad emettere dieci inviti a dedurre nei confronti di amministratori pubblici e dirigenti di tutte le Asl del territorio campano, contestando un danno erariale da dieci milioni di euro alle casse della sanità regionale. Notificati gli inviti a dedurre, le Asl sono immediatemente corse ai ripari, chiedendo alle migliaia di medici interessati la restituzione delle somme indebitamente percepite negli ultimi cinque anni: i precedenti cinque sono infatti caduti in prescrizione, tuttavia l'azione coordinata di magistratura contabile e Fiamme Gialle sta già dando i suoi frutti, con un milione e mezzo di euro recuperato a poche settimane dall'invio delle prime raccomandate. Le somme illecitamente percepite da ciascun medico variano dai 150 ai 1.700 euro l'anno, facendo registrare il picco maggiore nell'azienda sanitaria più grande, la Asl Napoli 1, dove il debito supera i cinque milioni di euro. Alla base del danno erariale subito dalle aziende sanitarie un sistema normativo particolarmente intricato e farraginoso: nel 2003, infatti, la Regione Campania adeguò la normativa regionale alla disciplina fissata da un Decreto del Presidente della Repubblica risalente al 2000, con il quale si stabiliva che ogni guardia medica avrebbe percepito per ogni ora di lavoro 10,54 euro, oltre ad un'indennità oraria di 0,88 centesimi. Tuttavia nel marzo del 2005 un nuovo accordo nazionale stabilì che già a partire dal gennaio del 2004 tutte le guardie mediche avrebbero percepito non più i 10,54 euro l’ora previsti dal Decreto presidenziale, bensì un onorario pari a 20,84 euro, diventati successivamente 22,46, senza però l’indennità di 0,88 centesimi. Nonostante la normativa nazionale fosse cambiata, le Asl campane hanno continuato ad erogare l'indennità originariamente prevista, anche sulla base di un accordo siglato nel luglio del 2014 tra i sindacati e l'allora commissario alla Sanità, Stefano Caldoro, che prevedeva espressamente il versamento dell'indennità oraria, salvo poi essere cancellato con un nuovo decreto alla vigilia di Natale dello stesso anno, a pochi giorni dall'inizio degli accertamenti condotti dagli uomini della Guardia di Finanza. Nel frattempo però, dall'aprile 2005 al gennaio 2015 Asl e Regione hanno continuato ad erogare indebitamente denaro, creando un buco di oltre dieci milioni di euro nelle già deficitarie casse della sanità campana. © Riproduzione riservata