Mercoledi 18 ottobre 2017 18:30

Futuro Remoto 2015, le frontiere della scienza sbarcano a Piazza del Plebiscito




Sono “Le Frontiere” il tema scelto da Futuro Remoto 2015 - prima manifestazione di diffusione della cultura scientifica e tecnologica realizzata in Europa - per la sua 29esima edizione. Per la prima volta l'iniziativa invaderà Piazza del Plebiscito, che da venerdì 16 ottobre e per quattro giorni ospiterà un vero e proprio villaggio composto da nove isole tematiche. Le Frontiere, da intendersi non solo come confini della scienza e della tecnologia, ma anche come quelle della convivenza civile e delle nuove forme di relazione e socialità. Un muro accoglierà visitatori di tutte le età e ogni giorno ne sarà demolito un pezzo, sino alla sua completa distruzione: sarà un gruppo di migranti a fare cadere le frontiere geografiche, un gruppo di studenti ad abbattere le frontiere della conoscenza, un gruppo di persone affette da patologie rare ad alleggerirà quelle della ricerca. Centro della manifestazione sarà il "Villaggio della Scienza", con nove sezioni ed altrettanti temi: cibo e alimentazione, mare, innovazione, viaggio e futuro, corpo/mente, spazio, terra, fabbrica, città e comunicazione, che ospiteranno laboratori interattivi, workshop e dimostrazioni, oggetti e tecnologie, exhibit e piccole mostre. Su un palco centrale si susseguiranno eventi, spettacoli, laboratori scientifici, science shows e incontri. La presentazione dell'evento si terrà venerdì 16 alle ore 20.30, con la proiezione di "Nulla è accaduto" di Luca Insigna, tra i nominati all'ottava edizione del Festival del cinema dei Diritti Umani di Napoli. Bruno Siciliano, uno dei massimi esperti di robotica insieme ad Enzo Coccia, uno dei più famosi pizzaioli napoletani, presenterà un robot capace di preparare una vera margherita. «L'idea è nata dalla volontà di ricostruire una credibilità - racconta Enzo Lipardi, consigliere delegato di Città della Scienza, a Il Mattino - di dimostrare al mondo chi siamo, ma dimostrarlo prima di tutto a noi stessi. Napoli non è solo criminalità, degrado, problemi. Questa città, e tutta la regione, sono ricche di università, centri di ricerca, associazioni: i nostri scienziati e le nostre tecnologie sono di livello mondiale ma la gran parte dei napoletani nemmeno lo sa. Tutto viene distrutto dalla tendenza a parlare solo di ciò che è negativo. Così insieme al rettore della Federico II Gaetano Manfredi abbiamo pensato di mostrare ciò che Napoli produce in termini di cultura scientifica in un luogo simbolo e fare in modo che Futuro Remoto diventasse patrimonio di tutti. Una piattaforma del sapere per chi ha voglia di guardare lontano, per creare una rete di costruttori di futuro». Verrà allestita anche una Agorà di discussione dove si terranno convegni didattici sulle argomentazioni più dibattute del momento, spettacoli ed eventi. Futuro Remoto è organizzato dalla Fondazione Idis-Città della Scienza, dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, e, come copromotori l’Istituto Universitario Orientale e le altre università della Campania, il CIRA e Sviluppo Campania, il Polo Museale della Campania, il Comune di Napoli e la Regione Campania. La manifestazione vede il coinvolgimento di oltre 40o istituzioni tra centri di ricerca, università, associazioni culturali e artistiche, scuole, università, teatri e cinema e prevede un programma davvero ricco e articolato, che in soli sei giorni conterà 16 eventi e 14 differenti location. © Riproduzione riservata