Venerdi 22 settembre 2017 01:04

La Notte dei Filosofi è la Notte dei Sentimenti, appuntamento in piazza San Domenico




NAPOLI - Il programma del Maggio dei Monumenti continua con interessanti iniziative come la seconda edizione de "La Notte dei Folosofi". Detta anche "Notte dei Sentimenti" si svolgerà mercoledì 1 giugno al centro storico di Napoli con appuntamento alle 19.30 in piazza San Domenico Maggiore. Dalla piazza partirà un corteo che giungerà al cortile del complesso e sarà accompagnato dalle note di Francesca Iavarone e Gabriella Grossi. Lì inizierà la presentazione del percorso: i sentimenti "in persona" prenderanno voce e saranno l'entusiasmo, la gioia, la malinconia, la tenerezza, la paura, tristezza e l'amore. L'entusiasmo sarà Giuseppe Ferraro; Raffaele Giglio impersonerà il sentimento per la città e Catello Maresca interpreterà la giustizia. Angela Balzano guiderà i partecipanti nel chiostro dove avverrà l'incontro con le "Filosofe" e sulle scale che portano alle stanze si esibirà Dolores Melodia. Sul piano delle stanze Antonio Biasiucci tratterà il tema del sentimento dell'immagine e Salvatore Iodice tratterà quello di chi vuole rendere migliore il suo quartiere. Lukas Lucariello, Marco Restucci e Giovanna Callegari tratteranno il sentimento di Dioniso e poi si continuerà con le altre stanze con Marisa Albanese, Ilaria d’Atri, Fulvio Ambrosio e Mariangela Levita. Sarà tutto un mondo parallelo fatto di voci, immagini, video e istallazioni. Il sentimento dell'abbandono sarà Carmen Pellegrino (con la voce di Orlando Cinque) e seguirà la malinconia di Giuseppe Fonseca concludendo il tutto alla Sala del Capitolo dove si terrà, a mezzanotte, il Consiglio Notturno dell'"Assemblea dei Sentimenti". Giuseppe Ferraro di "Filosofia Fuori le Mura", gruppo che ha organizzato l'evento, ha dichiarato: «La precarietà da condizione di esistenza sta diventando un valore morale, un sentimento di cui aver cura. Questi sono anni di esercizio all’esperienza di sentimenti sconosciuti o perduti, da ritrovare e reinventare, da vivere e provare. Sono cambiate le relazioni tra i generi differenti e emergenti, altri, inattesi insieme a quanti sono stati fin qui disattesi. Per troppo tempo abbiamo lasciato rifluire gli stati d’animo alla patologia e alle grate dei farmaci nelle prigioni dei legami perduti. Il grado di libertà per ognuno si misura sulla qualità dei propri legami, ci sono quelli che imprigionano e quelli che lasciano liberi di conoscere quel che di se stessi si sentiva e non si sapeva esprimere». L'ingresso all'evento è libero e la sottoscrizione è gradita. © Riproduzione riservata