Mercoledi 23 agosto 2017 21:37

“Il perdono tra i suoni del mondo e le preghiere dei popoli”, l’incontro-concerto tra Enzo Avitabile e don Francesco Asti




Incontro-concerto tra Enzo Avitabile e il teologo don Francesco Asti, che si confronteranno domani, 30 gennaio 2016 alle ore 20:00 in un particolarissimo evento dal titolo "Il perdono tra i suoni del mondo e le preghiere dei popoli" che si terrà nella parrocchia SS. Redentore al Corso Vittorio Emanuele, 138 a Napoli. «E' un incontro-concerto particolare ed unico - spiega l'artista Enzo Avitabile - legato eminentemente alle tradizioni, alle devozioni, e ai linguaggi del "nuovo tempo". Il patrimonio sacro e popolare delle varie tradizioni mondiali è considerato quasi una preistoria della fede nella civiltà urbana. Una vera e propria "anticipazione" di contenuti, i cui successivi sviluppi si sono protratti fino a noi, miscelandosi talvolta con alcune delle sue orme più significative: ora puro folklore, ora semplice espressione devozionale. Le radici di questo tipo di ritualità si possono ricercare dove più realtà si sviluppano insieme la sacralità, la devozione, l'aggregazione. Queste ultime - continua- rappresentano qualcosa di sensibilmente importante per la gente. Esse sono solamente consumate ma anche sentite, in una tale dimensione, da penetrare in tutte le forme e le sfaccettature  ella vita: l'individuo, la natura, l'universo». «L'espressione originaria si rafforza - aggiunge Avitabile - e si materializza in un dialogo di comunità. Ne è un esempio Sant'Alfonso Maria de' Liguori, uno dei fari illuminanti della preghiera cristiana e della carità verso gli ultimi, quelli fuori di vista dalla storia. E' alquanto vano cercare di definire questo incontro-concerto, fatto di emozioni, di riflessioni e di considerazioni in schemi ben definiti come quello storico, antropologico, sociologico, sentimentale o commemorativo ma nessuno di questi appare appagante . De resto - conclude - ogni definizione non offre mai un ritratto completo ed esaustivo di quello che è, ma ne sfiora semplicemente la superficie. La devozione narra la libertà e l'orgoglio di un popolo, il morire e il lasciare qualcosa che resti di giorno in giorno nel cuore del mondo. Dio, la verità, il richiamo della vita con il suo dolore, la speranza, una terra promessa». © Riproduzione riservata