Giovedi 17 agosto 2017 01:40

Napoli Sotterranea ospita “All the books I’ve loved”, la mostra sul linguaggio e la parola scritta




NAPOLI - È stata inaugurata il 14 luglio la mostra di arte contemporanea intitolata "All the books I've loved", di Marc Vincent Kalinka ed a cura di Gisa Bruno. Allestita negli spazi di Co.r.e. (Contemporary Room Exhibit), la sala del 1500 adiacente alla Basilica di S. Paolo Maggiore, antistante l'ingresso del percorso archeologico di Napoli Sotterranea a Piazza San Gaetano, sarà visitabile fino al 7 settembre. Un percorso che è una riflessione sul linguaggio, sulla parola scritta, sull'identità e sulla memoria in un'epoca in cui gli strumenti di comunicazione stravolgono il linguaggio verbale e quello scritto e ricategorizzano i modelli del sapere. Nelle opere di questa mostra è proprio il testo letterario a rivelarne l'immagine, ritratti di Fedor Dostoevsky, Michail Afanas'evič Bulgakov, Heinrich Boell e l'effige di Surrealim prendono forma grazie all'impaginazione dell'intero testo del libro. Sono quattro le serigrafie su carta "Hq" incollate su tele di diverse dimensioni e ciascuna opera riporta l'intero testo in lingua originale del romanzo scelto a definire il ritratto dell'autore. I testi sono: "Memorie da una casa di morti" scritto da Fëdor Dostoevskij, "Manifesto del Surrealismo" di André Breton, "Cuore di cane" di Michail Afanas'evič Bulgakov e "Opinioni di un clown" di Heinrich Boell. Marc Vincent Kalinka è un artista italiano di origine russe residente a Milano e nell'arco della sua carriera artistica si è confrontato con molteplici canali espressivi quali la musica, la regia, la recitazione, il mimo, la fotografia, installazioni multimediali ed è approdato sino alla stampa digitale, la serigrafia e la scultura.