Giovedi 23 novembre 2017 17:43
Diario Partenopeo

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«Signo’ stiamo giocando» così il palazzo delle poste in piazza Matteotti è diventato il campetto degli scugnizzi




NAPOLI - Il sabato mattina è una giornata ideale per dedicare del tempo ad una sanissima passeggiata per le strade del centro. Fra qualche tempo San Gregorio Armeno sarà affollata da turisti, via Toledo diventerà un carnaio per la corsa agli ultimi regali di Natale e ci si dimenticherà, con la buona scusa della frenesia natalizia, dello stato di depauperamento e abbandono ad atti vandalici di alcuni monumenti e palazzi cittadini. Una delle vittime di questo vandalismo recidivo è il palazzo delle Poste Italiane nella centralissima piazza Matteotti. La struttura fu progettata durante gli anni del ventennio fascista dall’architetto bolognese, Giuseppe Vaccaro, e venne eretta sulle macerie del vecchio rione Carità, ubicato fra piazza Municipio e via Cesare Battisti. Il palazzo, oltre ad essere una delle sedi principali di Poste Italiane in Campania, ospita all’ultimo piano anche l’emeroteca intitolata all’ex-giornalista de Il Mattino, Vincenzo Tucci, che conserva oltre 250mila volumi che raccolgono 9.470 collezioni di testate giornalistiche. Dunque una vera e propria miniera d’oro per la ricerca storica è il palazzo di piazza Matteotti, oltre che fonte d’interesse per architetti che, da ogni parte del mondo, vengono a studiarne le caratteristiche. Un monumento in tutto e per tutto, che, tralasciando le dietrologie cui apre l’epoca nella quale è sorto, ha diritto, al pari di tutte le opere architettoniche e artistiche della città di Napoli, ad essere conservato, se non altro, in quanto simbolo di un’epoca dolorosa, che non va lasciata nel dimenticatoio. POSTE italiane diario partenopeoTuttavia venditori abusivi, vetri rotti da pallonate e graffiti sono il risultato del disinteresse da parte della realtà sociale che vive le strade del centro. Passeggiando lungo via Monteoliveto, ci si accorgerà facilmente delle diverse scritte e murales che ricoprono quasi per intero i marmi che rivestono l’edificio all’esterno e su ciò che resta di una loggia rinascimentale incorporata all'edificio, la cui ripulitura oltre a richiedere elevati costi, necessita del benestare della soprintendenza. foto2Ma non solo, a deturparne l’essenza vi sono anche i venditori abusivi che, spinti da necessità, utilizzano gli spazi esterni incorporati all’edificio, lungo via Cesare Battisti, per imbandire banchetti sui quali viene esposta la merce, dando vita ad un vero e proprio mercatino che crea disordine e non giova di certo all’immagine del palazzo storico. poste italiane diario partenopeo Per non parlare delle partite di calcio organizzate dagli “scugnizzi”, proprio davanti l’ingresso principale dell’edificio, che utilizzano il grosso portone in vetro e ferro a mo’ di porta. Qui i ragazzini dei quartieri limitrofi nelle ore pomeridiane mettono palla al centro costringendo le persone che si recano all’ufficio postale a compiere slalom durante azioni da goal ricevendo, nel peggiore dei casi, qualche pallonata o degli insulti, ignorando completamente i danni che arrecano all’edificio che vanno al deterioramento dei marmi o dei vetri - talvolta danneggiati anche da atti vandalici veri e propri. Una situazione sempre più insostenibile alla quale sembra difficile porre rimedio ma che ugualmente andrebbe affrontata sotto diversi punti di vista. Innanzitutto occorrerebbe una maggiore attenzione da parte delle autorità competenti contro gli atti vandalici e l’abusivismo e in secondo luogo restituendo spazi, quasi completamente assenti nel centro storico, che garantiscano il diritto al gioco ai ragazzini. ©Riproduzione riservata